Sara Giudice denuncia gli aggressori e anche il Comune tutelerà la propria immagine
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Accerchiata e strattonata: la giornalista Sara Giudice aggredita a Tarquinia durante una diretta televisiva di In Onda su La7 a Tarquinia si è rivolta alla procura, così come ha fatto l'amministrazione comunale.

Accerchiata e strattonata: Sara Giudice aggredita a Tarquinia (qui) si è rivolta alla procura, così come ha fatto l’amministrazione comunale. La giornalista de La7 per In Onda in collegamento dal comune della provincia di Viterbo, stava raccontando il tiro a segno che invitava i clienti a “sparare ai politici” quando i proprietari dello stand hanno provato ad impedire il collegamento oscurando la telecamera e strappandole di mano il microfono. Sara Giudice racconta a Repubblica (qui) quei momenti.

“Io e i conduttori in studio – spiega – riteniamo sia un gioco inopportuno che veicola un messaggio agghiacciante. I gestori della giostra chiedono di allontanarmi, ma non ci sto e rifiuto”. Sara Giudice racconta che è poi stata accerchiata da 10 persone. “Mi spingono e fanno cadere il microfono. Ho avuto paura. I cittadini presenti, che assistono alla scena, non perdono tempo e chiamano immediatamente le forze dell’ordine”. La giornalista ha poi denunciato le persone coinvolte.

A Sara Giudice sono arrivate le scuse a nome della città di Tarquinia da parte del sindaco Mauro Mazzola che ha annunciato che anche il comune percorrerà le vie legali per tutelare il nome della città. “Non può essere un episodio indegno, ma isolato – ha spiegato – a rovinare l’immagine della nostra comunità. Al riguardo il Comune si tutelerà in tutte le sedi opportune, per difendere Tarquinia e i suoi cittadini’’.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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