Sara Corbo, un'atleta viterbese ai vertici del judo nazionale
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Le finali del campionato under 15 si sono svolte al PalaFijlkam del Centro olimpico di Ostia con la partecipazione di oltre 500 atleti.

Un’atleta viterbese ai vertici del judo nazionale. Si tratta di Sara Corbo che domenica 3 dicembre è diventata la nuova campionessa italiana di categoria.

Le finali del Campionato italiano di Judo under 15 si sono svolte al PalaFijlkam del Centro olimpico di Ostia con la partecipazione di oltre 500 atleti provenienti da tutta la penisola, di cui 219 nelle categorie femminili.
Nella categoria – 57kg, la più affollata delle otto categorie previste, hanno partecipato quarantadue atlete delle migliori scuole italiane di judo.

Sara nonostante abbia ancora solo tredici anni, ha raggiunto sempre il podio nelle tappe che hanno caratterizzato la stagione nel grande circuito del judo nazionale. Ora la conquista del tricolore a coronamento di un’annata che l’ha vista sempre protagonista ai massimi livelli.

Per raggiungere la vetta più alta del campionato italiano under 15 infatti, l’atleta viterbese si è dovuta confrontare, avendone poi la meglio, con gran parte di atlete più grandi ed esperte di lei.

Sara Corbo dal punto di vista sportivo è cresciuta nelle scuole di Judo viterbesi, tra diversi maestri, tra cui Domenico Petti, Delegato provinciale della Fijlkam Lazio, che hanno saputo coltivare, sin dall’età di 6 anni, una fortissima passione per una disciplina che vive una nuova primavera dopo le medaglie olimpiche di Rio 2016.

Dall’aprile 2016 l’atleta è passata ad allenarsi presso la Nippon Club Pomezia sotto la cura della maestra Sabrina Giungi, ex azzurra, e del maestro Sandro Rosati, settimo dan, ex allenatore della nazionale femminile di judo fino a Londra 2012 ed ex dt sezione judo Arma dei carabinieri.

Sara Corbo, che frequenta il primo anno del liceo sportivo del liceo scientifico Paolo Ruffini di Viterbo, nel prossimo anno, oltre che difendere il titolo appena conquistato, si cimenterà anche in programmi di sviluppo e cura del settore giovanile a cui la Fijlkam-Coni tiene in maniera particolare per la crescita dei giovani talenti.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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