
Santucci minaccia querela per i capigruppo di maggioranza, poi il chiarimento. Ma la vicenda è sintomatica di una maggioranza ancora lontana dalla pacificazione interna. Il vicepresidente della 3^ commissione Gianmaria Santucci era stato tirato in ballo dalla minoranza in merito alla convocazione della 3^ commissione stessa.
“I capigruppo hanno scritto che io avrei parlato con la segretaria generale Vichi e che la stessa mi avrebbe detto che la convocazione era inopportuna perché le dimissioni di Goffredo Taborri non erano state ratificate. Questo è falso perché le dimissioni erano state ratificate e la dott.ssa Vichi non ha parlato con me”.
Santucci ha poi chiesto ai capigruppo della maggioranza Paolo Moricoli, Livio Treta, Maria Rita De Alexandris, Francesco Serra e Maurizio Tofani di rettificare pubblicamente durante il Consiglio comunale. “Se rettificate la chiudiamo qui, se no vado in Procura” ha aggiunto poi Gianmaria Santucci annunciando la riconvocazione della Commissione con l’elezione del presidente all’ordine del giorno. Elezione resasi necessaria dalle dimissioni di Goffredo Taborri. “Non è possibile che vi offendiate perché voglio darvi (alla maggioranza, ndr) la possibilità di eleggere il presidente del Consiglio e non è possibile che sia la minoranza a sbrigare le vostre beghe politiche. Decidete cosa dobbiamo fare, non possiamo sospendere i lavori della 3^ commissione finché non abbiamo una risposta riguardante il peso 60\40 dei consiglieri (leggi qui). Questo significherebbe paralizzare l’ente”.
Il vicecapogruppo del Pd presente alla riunione di Capigruppo Aldo Fabbrini, che ha firmato per il suo gruppo ha poi preso parola e spiegato: “il segretario Vichi ci ha detto che avrebbe comunicato ai vicepresidente l’inopportunità di convocare le Commissioni”. Francesca Vichi ha rigirato la palla in mano al suo collaboratore Sandro Di Marco: “ho chiesto al mio collaboratore di comunicarlo”. Santucci ha poi replicato rinunciando all’agire alle vie legali, non senza fastidio per l’accaduto. “Non è possibile che tiriate per la giacchetta i dipendenti pubblici e che li mettiate in mezzo a beghe politiche. Comunque ripeto che nessuno mi ha comunicato nulla a riguardo”.
L’impressione però è che la maggioranza non abbia ancora in mano la ricomposizione delle presidenze e ogni occasione che lo evidenzia fa scaldare gli animi. Da affidare ne rimangono tre: quella più sostanziosa del Consiglio comunale e poi quelle della terza e quarta Commissione.


















