Santucci: "Michelini pensa che Viterbo è internazionale perché ospita Sgarbi. E' come dire che io sono Rocco Siffredi perché mi piacciono le patatine"
siffredi
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Gianmaria Santucci scatenato sull'amministrazione Michelini. Un'intervista irriverente che tira in ballo anche il più grande porno-attore italiano.
Rocco Siffredi o Gianmaria Santucci (non siamo riusciti a riconoscerlo)

“Il sindaco Michelini ha dichiarato che Viterbo è diventata una città internazionale perché ha ospitato Sgarbi. Come dire che io sono Rocco Siffredi perché mi piacciono le patatine”, così un’irriverente Gianmaria Santucci.

 

Cosa pensa dell’attuale amministrazione?

 

“Vedo una città abbandonata, con un sindaco inesistente”.

 

Meglio Marini?

 

“No, non dico questo. Il gioco di guardare all’indietro non mi piace. Ma quale programma di città c’è?”

 

Chi è l’ultimo sindaco che ha dimostrato di avere un’idea di città?

 

“Devo dire la verità: Gabbianelli aveva un’idea di città. Si poteva anche non essere d’accordo, ma aveva una sua idea. Qui il sindaco non ha un’identità, non ha una visione. Alcuni cittadini mi chiedono di fare un’opposizione dura. Io rispondo: a cosa?”

 

Sulle vicende che stanno caratterizzando il fronte cultura che pensa?

 

Delli Iaconi dice che il Comune non è il bancomat delle associazioni. Il problema non sono le 100 o le mille euro. Il problema è il rapporto tra città, associazioni e amministrazione. La cosa più grave del Carnevale, per esempio, non sono stati i mille o duemila euro dati agli amici degli amici, ma che diverse realtà culturali non hanno partecipato al bando per mancanza di fiducia. Nel momento in cui le associazioni hanno sfiducia nell’amministrazione, non credono più nell’equità e terzietà del Comune dove va questa città. Se ti prende in giro il sindaco da chi vai? Quando un sindaco tradisce la tua fiducia da chi vai? Dal parroco? Dai carabinieri?”

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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