
Un Gianmaria Santucci che veste i panni del pirata che va all’assalto di Palazzo dei Priori, sparando con l’archibugio e distribuendo spadate a destra e a manca sui partiti e sugli amministratori locali in una lunga intervista alla trasmissione radiofonica Sbottonati. Stoccate per il sindaco Michelini e per Filippo Rossi, parlando anche della sicurezza e delle prevenzione che non c’è. Come l’isola di Peter Pan. Partendo dalla difficile situazione di Talete.
Iniziamo da Talete, cosa è accaduto in quinta commissione?
“Non si può dire niente perché i verbali sono secretati, ma ho visto che i giornali erano bene informati. Riporterò quindi quello che è stato scritto dalla stampa. Credo che abbiamo perso il controllo della situazione, ieri abbiamo saputo di atti che stanno lì dal 18 settembre 2014. Quindi mi chiedo in primis che diamine di controllo analogo si possa fare analizzando gli atti con un anno di ritardo? Credo che siamo al ridicolo.
La situazione peraltro è difficile. C’è stata la volontà, promossa dal sindaco Michelini, di certificare lo stato del debito della società. Ora però fatta la certificazione del debito, 4 milioni e mezzo di perdita d’esercizio di quest’anno, o si va dai sindaci e si chiede ricapitalizzazione o si mette in liquidazione.
Le cose sono due: o il sindaco è un tale sprovveduto che non si rende conto che il passo successivo sarebbe stato ricapitalizzazione oppure l’ha fatto apposta, per una precisa strategia politica di far saltare i conti della società. Perché ora con una certificazione di questa perdita non ci sono grandi strade.
O fatto il cda i sindaci ricapitalizzano per 4 milioni e mezzo oppure si liquida, il che significa passare il servizio ad altri. Significa la privatizzazione, fatta nel peggiore dei modi”.
A chi giova?
“Secondo me a tanti. In questi anni pubblicamente dicevano una cosa e privatamente ne facevano un’altra. Non ci prendiamo in giro, in tutti i partiti – tranne Sel e Cinque Stelle – è accaduto questo. Nel Pd pubblicamente si diceva una cosa e sotto banco se ne faceva un’altra. Quando fai una società dove i sindaci non vogliono starci è chiaro che sei destinato a fallire. Allora meglio fare un ragionamento serio di vendita delle quote a soci interessati a starci, ma continuare a dire che i sindaci sono soci quando non vogliono e fanno di tutto per affossare la società significa portare al macello il servizio e tutto quello che c’è dentro: utenti e lavoratori”.
Non c’è un sindaco virtuoso che abbia capito le potenzialità di Talete?
“E’ una società che prevede grossi investimenti e il core business del sindaco è un altro, non è gestire l’acqua. In questi quindici anni nei comuni si sono alternati sindaci di centrodestra e centrosinistra e mai sono cambiati i comportamenti. Hanno sempre avuto difficoltà a ricapitalizzare o mettere mano alle tariffe. Non è mai stato fatto un discorso serio, solo demagogia. I partiti, tutti, hanno le loro colpe.
Oggi il presidente della Provincia è del Pd, il sindaco di Viterbo Pd, tanti sindaci Pd ma non si va avanti lo stesso. La cosa è accaduta anche con centrodestra”.
Cambiamo argomento, le dichiarazioni di Filippo Rossi sul consiglio straordinario sulla sicurezza?
“Chi?”
Il suo collega Filippo Rossi?
“Colleghi non ne vedo. Su consiglio sicurezza presenteremo le nostre proposte. Non le abbiamo presentate in questi giorni, tra vittime della strada e aggressioni, aspettiamo qualche giorno. Non è vero che in questa città non funziona la sicurezza, le forze dell’ordine fanno il loro dovere. E’ crollata la prevenzione, il problema è capire prima. Il sistema di prevenzione è crollato perché è venuto meno il finanziamento dello Stato verso gli organi di polizia e la presenza del Comune”.
Quanto accaduto è la cartina di tornasole di un degrado profondo?
“In una società dove la famiglia non c’è più, la scuola non funziona l’unica cosa che regge sono le parrocchie. Le uniche a essere rimaste nella strada, oltre agli spacciatori. Gli enti locali non esistono più”.
E’ un problema di soldi o di teste?
“Mancanza di un progetto che non ha risorse adeguate. Non è vero che i soldi non ci sono è che bisogna fare delle scelte. Serve programmazione, parola che in Comune non conoscono. Ogni giorno qualcuno si alza in piedi e ha una bellissima idea. Ognuno si alza in piedi e dice la prima stupidaggine che gli viene in mente. Se si continua a fare marchette indecorose invece di mettere in piedi servizi il risultato è lo sbando. L’ho detto al sindaco, se invece di correre appresso a qualsiasi elettore che le ha detto di averla votata smarchettando in maniera indecorosa pensasse a rimettere in piedi i servizi probabilmente la città funzionerebbe meglio”.
Come smarchettare? Non ci torna questa cosa, sono stati i primi a puntare il dito sulle marchette dell’era Marini …
“Smarchettano, smarchettano. Smarchettano in maniera indecorosa, agli amici degli amici. Io vedo gente che due anni fa diceva peste e corna di Michelini e che adesso vede finanziata anche la sagra del budellone, rifritto in padella, che ora osanna l’amministrazione”.
La ricetta del budellone fritto?
“Prendere un pezzo di grasso e metterlo in padella, rimediare due soldi per il cuoco e far finta che sappia cucinare”.
Ci sembra un’analisi estrema, la motivi.
“Parliamo del Settembre Viterbese, sono state più le cose non fatte che quelle fatte. Prima si è partiti dicendo che il Settembre Viterbese era una marchetta indecifrabile e indecorosa fatta dalla giunta Marini, e poteva anche essere vero perché iniziava a luglio e finiva a ottobre. Poi si è deciso di non farlo più e quest’anno è tornato in questo modo.
Dico una cosa che farà polemiche. Il Settembre Viterbese c’è già, solo che si fa a luglio e si chiama Caffeina. Perché voi mi dovete dire la differenza sostanziale tra mettere insieme 300 manifestazioni , dalla sagra del ruzzolone alla festa del gelato fatta a settembre sotto la giunta Marini, e la splendida Caffeina fatta a luglio sotto il coordinamento perfetto del direttore artistico Filippo Rossi? Di che stiamo parlando?
A Santa Rosa uno dei problemi sono state le ore dei vigili urbani consumate a luglio. Hanno fatto bene a luglio ma questa città non finisce in quei 10 giorni. Mi auguro che Caffeina duri e diventi bella ma questa idea di pensare che sia tutto lì mi preoccupa. La produzione culturale in questa città chi la fa? Quartieri dell’Arte e …?
Caffeina cosa produce? Niente, è una continua presentazione di mega eventi che vengono acquistati. La cultura non è solo legata al turismo ma anche alla crescita dell città. Dario Fo quando ha iniziato non portava gente. In questo mondo serve sperimentazione, che non porta turisti ma consapevolezza. E qui torniamo al degrado e alla prevenzione.
Dopo le 17 dentro il centro storico non ci sono italiani. Abbiamo consegnato interi quartieri agli spacciatori. E’ colpa di un’economia abbandonata a se stessa, di un’idea di città che non c’è più. Che il 3 settembre fare quella festa a piazza del Gesù era pazzia chiunque l’avrebbe capito”.


















