
“Sono un dipendente pubblico e vivo di espedienti, non come il sindaco che è un imprenditore o come Barelli, che è un avvocato, che hanno uno stipendio”. Gianmaria Santucci (Fondazione) all’indomani del consiglio comunale che ha portato Giacomo Barelli alla riconsegna delle delega alla cultura ironizza su quanto gli ha detto il sindaco Michelini durante il suo intervento. “Io vivo del mio, non so se Santucci può dire lo stesso”. Dove volesse andare a parare il primo cittadino non si sa bene, ma questo è.
Consigliere, lei vive del suo?
“Il sindaco ha perso controllo e serenità. Se di fronte a delle critiche amministrative si risponde con questo livello davvero non voglio nemmeno rispondere. Anzi al sindaco Michelini voglio dire che ho percepito 3.700 € dal 13 giugno, su cui pagherò il 37% di tasse. A questo punto vorrei sapere lui quanto ha percepito per la sua attività amministrative, se più o meno di me. Lo dico perché a volte manca la consapevolezza mentre si dicono certe cose”.
Dalla maggioranza arrivano minacce di querele..
“Abbiamo citato dichiarazioni di Sel, di Serra, Michelini e del Pd. Insomma si querelassero da soli. Noi abbiamo solamente dimostrato che da poche ore dopo la nomina di Barelli non c’è stata una festività consacrata in cui non si è discusso del suo ruolo. Quindi dire che la situazione è insostenibile è quereabile?
Venendo al nodo politico, Barelli ha riconsegnato la delega alla cultura. Cosa cambia?
“Non so cosa cambia dal punto di vista amministrativo, perché non lo hanno fatto ieri visto che abbiamo parlato per 3 ore?”
La riconsegna della delega è importante?
“Dovete chiederlo al Pd che vuole che Viva Viterbo sia cacciata dalla maggioranza. A me non interessa, ma mi dovete spiegare che differenza c’è tra fare l’assessore alla cultura e ai grandi eventi”
C’è o no il conflitto di interessi?
“Quel che mi colpisce è la concezione che ha il sindaco. Siccome continua a citare Berlusconi vorrei che qualcuno gli chiedesse che cos’è secondo lui il conflitto di interessi”.


















