Santucci: "in atto una pulizia etnica contro i moderati della maggioranza"
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Gli Stati Generali La Fune
Interviene il consigliere di Fondazione che poi parla anche del futuro del centrodestra viterbese.

“Una pulizia etnica verso i moderati dell’alleanza”. Il consigliere di opposizione Gianmaria Santucci (Fondazione) legge in chiave politica la vicenda che vede coinvolti Maurizio Tofani e Francesco Moltoni, consiglieri di Oltre le Mura che, in seguito all’approvazione dell’assestamento di bilancio nei termini presentati dalla maggioranza, decadranno da consiglieri (leggi). Secondo Santucci, intervenuto ieri mattina a Sbottonati, “sono stati abbandonati al loro destino. Hanno dimostrato di avere volontà di farli decadere perché quando abbiamo chiesto i documenti prima di votare, avevano fretta di farlo e ci hanno detto che dovevamo fidarci che i documenti poi ce li avrebbero fatti vedere”.

Ma perché? “È un escamotage per cambiare gli equilibri all’interno della maggioranza. Questo – ha detto Santucci – è il Pd contro i moderati dell’alleanza. Ora che i risentimenti contro Marini si sono affievoliti e quindi è più difficile stare insieme, la parte moderata sta per essere schiacciata. Insomma è una pulizia etnica verso i moderati”. Ma non è tutto. “Il sindaco non riesce a fare sintesi e non c’è una idea di città in campo, ma tre o quattro. Dopo un anno e mezzo anche i migliori rapporti si deteriorano se non c’è chi tira le fila. La squadra di Michelini in realtà ha tirato in ballo gli uffici pubblici, rei di remare contro la maggioranza perché vicina al centrodestra.

Io ho governato in Provincia – ha aggiunto – dove sono in larga parte di sinistra e mai nessuno non ha lavorato per principio. Il problema è che è un problema se un dipendente vede il sindaco arrivare alle 11 a andare via alle 13, guadagnare il triplo”. L’alternativa? “Siamo una amministrazione senza senso. Anche l’opposizione così non sa più a cosa fare perché c’è una guerra per bande nella maggioranza. Noi comunque stiamo iniziando a discutere del nostro futuro. Secondo me – ha concluso – dobbiamo partire dal basso e dall’associazionismo che è un patrimonio di questa città. Dobbiamo partire da qui per presentare un progetto alternativo alla città. L’alternativa deve nascere per strada, non in Comune”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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