
VITERBO – “Le proposte previste nel programma con cui abbiamo vinto le elezioni le votiamo, le altre le discutiamo. Se fanno il bene della città le sosteniamo, se sono “minchiate” le rigettiamo”. Mittente, via social, del messaggio il capogruppo di Fondazione a Palazzo dei Priori Gianmaria Santucci. Destinatario la coalizione di centrodestra che nel 2018 ha ricevuto dai viterbese la possibilità di amministrare per cinque anni.
Il clima in cui si innestano le parole di Santucci è piuttosto rovente, con la maggioranza sul Rubicone della crisi. “Da ieri che leggo un effluvio di articoli, comunicati e dichiarazioni sul Comune di Viterbo, con il solo scopo di rilasciare incomprensibili prese di posizione su cose fatte da altri”.
Lo schema santucciano davanti alle proposte amministrative presentate negli organi competenti intende funzionare così: “Senza pregiudizi per chiunque propone azioni per l’interesse della città, senza complicità con chi sostiene le “minchiate”, ma soprattutto senza preoccupazioni di risibili minacce”.
Santucci tira quindi in ballo Sciascia: “Io ho una certa pratica del mondo; e di quella che diciamo umanità. L’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà”. Poi chiude: “Per questo penso che ognuno di noi, nella vita, ha il diritto di scegliere liberamente dove stare”.

















