"Santo Padre, affidiamo la sua persona alla materna protezione di Maria Liberatrice"
Foto vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza
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"Beatissimo Padre, la Chiesa che è in Viterbo si unisce nella lode a Dio, Trino e Unico, per il dono del Suo Ministero pastorale, quale guida, principio visibile e fondamento dell'unità di tutta la Chiesa".

VITERBO – Il vescovo Francesco Orazio Piazza ha inviato un messaggio a Papa Leone XIV.

“Beatissimo Padre, la Chiesa che è in Viterbo si unisce nella lode a Dio, Trino e Unico, per il dono del Suo Ministero pastorale, quale guida, principio visibile e fondamento dell’unità di tutta la Chiesa. In piena comunione assicura la costante preghiera nel sostenere la Santità Vostra in questo “Ufficio d’amore” nella cura del gregge di Dio – questo il testo inviato dalla Diocesi di Viterbo -.

Affidiamo la sua persona e tutta la Chiesa alla materna protezione di Maria Santissima Liberatrice, segno di un amore che conforta e accompagna nel cammino. Nel Suo Ministero saremo confermati nella fede, sostenuti nella speranza, in una carità operosa tra le fragilità e i bisogni, affinché la linfa del Crocifisso Risorto sia sempre più feconda nelle vicende dell’umano verso il Regno di Dio”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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