Sant'Angelo rinnova la sua devozione per il patrono S. Michele Arcangelo
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Sant'Angelo rinnova la sua devozione per il patrono San Michele Arcangelo. Il 24 settembre si è svolta a Sant'Angelo la processione dedicata al patrono del paese, San Michele Arcangelo.

Sant’Angelo rinnova la sua devozione per il patrono San Michele Arcangelo. Il 24 settembre si è svolta a Sant’Angelo la processione dedicata al patrono del paese, San Michele Arcangelo.

Ci ha raccontato la celebrazione il signor Gianluca Chiovelli, che ha inviato una descrizione della giornata e alcune foto: “La statua del santo, recentemente restaurata da un compaesano, ha fatto bella mostra di sé sotto il bel portico settecentesco della chiesa che porta il Suo nome: infatti, come scrive Don Antonio Fagotto nella sua Storia di S. Angelo, si può ammirare “al centro della facciata, sopra al rosone in cotto … una targa marmorea che reca la scritta: “Divo Arch.(ange)lo dicatum”, ovvero dedicata al Santo Michele Arcangelo.

Qui il santo ha potuto ricevere l’affetto di tutti i devoti: fiori, luci, lumini e preghiere. La statua è, quindi, sfilata lungo le vie, accompagnata da un numeroso corteo aperto da Don Fagotto e allietato dalla banda di Civitella d’Agliano.

La cerimonia sacra si è celebrata quest’anno con più fervore e passione degli anni recenti: ognuno si è reso conto che tale evento, lungi dall’essere una manifestazione di routine, ha in sé la forza di vivificare e ridare forza a una cittadinanza che si è sempre stretta attorno ai propri simboli religiosi (S. Michele, la Madonna delle Grazie) e ha celebrato le pagine migliori onorando i frutti della terra (la sagra delle ciliegie) e il proprio passato.

Come ebbi già a scrivere in una precedente lettera: il passato non passa mai e riscoprire luoghi e cose, tornare ad ammirarle nella loro funzionalità e pienezza equivale a ritrovare l’unità e la forza di una comunità. In futuro numerose iniziative civiche andranno in tale direzione”. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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