Santa Rosa, il desiderio di una consultazione popolare per la scelta delle future Macchina
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VITERBO - E se a sceglierla fossero i viterbesi? In questi giorni di annuncio dei nomi della commissione chiamata a scegliere la prossima Macchina di Santa Rosa torna a farsi largo presso l'opinione pubblica locale un sogno: la scelta dei nuovi modelli di Macchina attraverso una consultazione popolare. 

VITERBO – E se a sceglierla fossero i viterbesi? In questi giorni di annuncio dei nomi della commissione chiamata a scegliere la prossima Macchina di Santa Rosa torna a farsi largo presso l’opinione pubblica locale un sogno: la scelta dei nuovi modelli di Macchina attraverso una consultazione popolare. 

L’idea non è così impossibile da realizzare, anche se evidentemente per sostenerla è necessario fare fronte a dei costi. Ma se a organizzare una consultazione a livello locale riescono oggi anche i partiti, essenzialmente lo ha fatto il Partito Democratico con il meccanismo delle primarie, allora anche altre realtà possono arrivare a mettere in piedi un’organizzazione simile e utile allo scopo. Magari chiedendo agli stessi votanti di lasciare una cifra ragionevole e accessibile a tutti, come potrebbero essere due euro, per coprire le spese della faccenda. 

Naturalmente bisognerebbe portare al voto popolare solo idee progettuali realizzabili e quindi valide sotto un profilo tecnico. L’attuale commissione utilizzata dovrebbe rimanere evidentemente ma non per scegliere quale Macchina mandare al Trasporto ma più semplicemente per giudicare la coerenza tecnica e di concetto delle idee proposte. Quindi la commissione potrebbe diventare un punto di passaggio del concorso di idee e tutte le proposte idonee dovrebbero poi passare per il voto popolare. Così sarebbero davvero i viterbesi a scegliere il futuro della tradizione, in modo trasparente e democratico. Con tanto di ideatori che potrebbero spendersi, alla luce del sole, per una sorta di campagna elettorale. Sarebbe sicuramente un meccanismo capace di migliorare il coinvolgimento dei cittadini e per azzerare metodicamente ogni tipo di dietrologia e polemica. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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