Viterbix - Santa Rosa tra tradizione e passerella politica
39.S.ROSA
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Per tradizione si intende la trasmissione nel tempo, all'interno di un gruppo umano, della memoria di eventi sociali o storici, delle usanze, delle ritualità, delle credenze religiose e dei costumi.

Per tradizione si intende la trasmissione nel tempo, all’interno di un gruppo umano, della memoria di eventi sociali o storici, delle usanze, delle ritualità, delle credenze religiose e dei costumi.

“Evviva Santa Rosa”. Questo è il grido che unisce la città a Viterbo e in queste settimane si vive un’atmosfera magica, festaiola e piena di eventi legati ala figura della Santa Patrona.

In questa gioiosa kermesse tra tante iniziative e innovazioni si rischia di perdere il principale obiettivo dell’evento che è quello di onorare la piccola cittadina viterbese che difese con umiltà, amore e fede la città, che soccorreva i più deboli e i sofferenti e che predicava pace e fratellanza.

E’ successo che è apparsa una nuvola candida e pura su Viterbo, con impressa sopra una rosa e da quella nuvoletta è uscito un appello: si sta perdendo la Tradizione e la spiritualità dei festeggiamenti per S.Rosa, è meglio apparire che essere …

Una tiratina di orecchie al sindaco di Viterbo, che non tutela e garantisce la tradizione e si lascia prendere un poco la mano da esibizionismo e vanità amministrativa senza considerare il valore della storia, dei luoghi e delle tradizioni centenarie….

C’è chi voleva portare la Macchina di S.Rosa a Roma, chi in Cina, chi l’ha portata all’Expo’ … chi la vuole in bacheca di vetro e chi spezzettata nelle piazzze, per la serie vi stupiremo con effetti speciali …

Il vescovo di Viterbo dice che tutti dobbiamo amare di più questa città e magari amare meno le nostre presunzioni e i nostri egoismi … e magari fare meno passerelle politiche (aggiunge Viterbix).

Evviva le suore Alcantarine, che hanno aperto al mondo il Monastero con tutti i suoi tesori e i suoi profondi significati compresa la casa di S.Rosa. Evviva il Corteo Storico e naturalmente evviva i Facchini …

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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