Santa Rosa svetta sulla città. Macchina montata in tempi record a S. Sisto
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Santa Rosa è tornata a guardare la città dall'alto, al di sopra delle mura di Porta Romana. Sotto di lei 'FioredelCielo', interamente bianca per il suo sesto e ultimo trasporto.
Il montaggio della statua della Santa

Tutto è stato rapido. Alle 18 circa Mauro Cappelloni, come tradizione ormai vuole, ha posizionato su FioredelCielo la statua di Santa Rosa. A passargli la statua i costruttori Contaldo Cesarini e Vincenzo Fiorillo, accompagnati dal sindaco Leonardo Michelini. Un tempo di montaggio veramente da record, prova che il cantiere di San Sisto è coordinato ormai alla perfezione.

Proprio nel cantiere sono al lavoro, in queste prossime ore, gli operai e i tacnici che dovranno apportare le modifiche studiate alla Macchina. La prima novità, saltata già agli occhi di tutti, è il colore bianco (quest’anno anche la parte interna ha abbandonato l’iniziale oro). Si parla di altre verniciature sulla base, per rompere l’effetto piattume. Allo studio anche la possibilità di far sgorgare acqua dalle bocche dei leoni e di aumentare i punti di emissione del fumo.

Tantissimi viterbesi ieri non hanno potuto fare a meno di passare a buttare un occhio a San Sisto. L’illuminazione è in programma per venerdì 22, con il tradizionale appuntamento delle “penne sotto la Macchina”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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