Santa Rosa: statua sì o statua no? Lo chiediamo a voi
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Per finanziare l’opera si punta sul crowdfunding, cioè sulla raccolta fondi online, e il compito di fare da collettore è stato affidato ad Archeotuscia.

VITERBO – La macchina si è messa in moto: l’idea di realizzare una statua di Santa Rosa, della bellezza di quattro metri d’altezza, marmo di Carrara, un prezzo tra i 350 e i 400 mila euro, ha iniziato a prendere forma. Ma, come sempre accade quando si parla di soldi pubblici (o privati), il dibattito è appena iniziato.

Il progetto porta la firma del consigliere comunale di “Io Apro Rinascimento”, Ugo Poggi, che ha già scelto lo scultore: sarà Ivan Cusi a scolpire la santa. Per finanziare l’opera si punta sul crowdfunding, cioè sulla raccolta fondi online, e il compito di fare da collettore è stato affidato ad Archeotuscia.

Fin qui tutto liscio. Ma dentro l’associazione non tutti hanno alzato il calice. Anzi. L’idea di gestire una raccolta fondi così complessa ha sollevato più di un sopracciglio: servono piattaforme digitali, procedure, regole da rispettare e una macchina organizzativa che va ben oltre la buona volontà di qualche socio.

E quindi? Statua sì o statua no? La questione è aperta. C’è chi vede nella statua un omaggio dovuto alla patrona, un simbolo di identità cittadina, un richiamo turistico. C’è chi, invece, storce il naso: non sarebbe meglio destinare quei 400 mila euro a restauri, servizi o eventi culturali che possano coinvolgere più persone?

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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