
VITERBO – La macchina si è messa in moto: l’idea di realizzare una statua di Santa Rosa, della bellezza di quattro metri d’altezza, marmo di Carrara, un prezzo tra i 350 e i 400 mila euro, ha iniziato a prendere forma. Ma, come sempre accade quando si parla di soldi pubblici (o privati), il dibattito è appena iniziato.
Il progetto porta la firma del consigliere comunale di “Io Apro Rinascimento”, Ugo Poggi, che ha già scelto lo scultore: sarà Ivan Cusi a scolpire la santa. Per finanziare l’opera si punta sul crowdfunding, cioè sulla raccolta fondi online, e il compito di fare da collettore è stato affidato ad Archeotuscia.
Fin qui tutto liscio. Ma dentro l’associazione non tutti hanno alzato il calice. Anzi. L’idea di gestire una raccolta fondi così complessa ha sollevato più di un sopracciglio: servono piattaforme digitali, procedure, regole da rispettare e una macchina organizzativa che va ben oltre la buona volontà di qualche socio.
E quindi? Statua sì o statua no? La questione è aperta. C’è chi vede nella statua un omaggio dovuto alla patrona, un simbolo di identità cittadina, un richiamo turistico. C’è chi, invece, storce il naso: non sarebbe meglio destinare quei 400 mila euro a restauri, servizi o eventi culturali che possano coinvolgere più persone?


















