Santa Rosa, spesi 420mila euro. Il Movimento Cinque Stelle passa ai raggi X i conti del Comune
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Gli Stati Generali La Fune
Quasi mezzo milione di euro, questa la cifra che il Comune di Viterbo ha speso quest'anno per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa. I Cinque Stelle hanno scandagliato i conti e infiocchettato una serie di domande per l'amministrazione Michelini.

Rendere trasparente la spesa del Comune di Viterbo per Santa Rosa. Semplicemente questo il senso dell’iniziativa del Movimento Cinque Stelle andata in onda ieri sera al Borgo di Bagnaia. Il macrodato più significativo dice questo: sono stati spesi 420mila euro a fronte dei 252mila preventivati. Quasi il doppio.

Così sul tavolo i pentastellati hanno poggiato una serie di domande, in attesa che l’amministrazione Michelini risponda alla sequenza: 1) Perché la spesa è quasi raddoppiata rispetto a quanto preventivato inizialmente? 2) Perché molte spese sono prese da capitoli destinati ad altri fini? 3) Perché gli introiti derivanti dai biglietti e dalla sponsorizzazione sulle tribune non sono incassati dal Comune e spesi per la collettività? 4) Perché due voci di spesa riguardanti le riprese tv vengono scorporate in due appalti? 5) Perché gli incarichi professionali riguardanti le tribune non vengono previsti nel capitolato? 6) Perché tutto viene fatto in emergenza e assegnazione diretta, quando la festa è una ricorrenza annuale? 7) Perché si sono pagate a differenti ditte, la diretta Facebook e la diretta streaming? 8) Perché si paga l’affitto del capannone, quando nel capitolato d’appalto relativo alla Macchina sembra essere indicato che questo onere sia a carico della ditta? 9)Chi sono gli ospiti per i quali sono stati pagati circa 1350 euro?

Intanto hanno iniziato a spiegare loro quello che emerge dalle carte. Il Movimento contesta che tutta la spesa, prossima al mezzo milione di euro, si è mossa senza nessun bando di gara. Tutto è stato fatto con il sistema degli avvisi e procedure dirette. “Roba valida per l’emergenza ma è noto che Santa Rosa viene ogni tre settembre e quindi si dovrebbe programmare”, sottolineano i pentastellati.

Passata ai raggi X anche la vicenda delle tribune. Il ragionamento suona così: “Incassati 110mila euro dal privato che le ha gestite, che ha girato 6300 euro al Comune. Quest’ultimo però ne ha spese 14mila per incarichi professionali. In buona sostanza Palazzo dei Priori ha rimesso dall’operazione tribune qualche migliaio di euro, precisamente 8.

Perplessità anche sulla diretta televisiva. Servizio affidato per 38.918 euro, un pelo sotto la fatidica soglia dei 40mila euro il cui valico renderebbe necessaria la gara. Salvo che all’ultimo la stessa ditta ha offerto un’ulteriore postazione flash per le interviste portando il costo complessivo a 44mila euro.

Un passaggio è stato dedicato anche al web. Qui sono stati spesi 5900 euro per la promozione su facebook e la diretta streaming. Poi ulteriori 2mila per la diretta facebook.

Infine la spinosa questione capannone e il ribattere su un preciso tasto: “Deve pagare l’affitto il Comune o il costruttore?”. Altra spesa su cui per i Cinque Stelle andrebbe aperto un ragionamento è quella del catering: 7.700 euro per apparecchiare a Palazzo dei Priori. Ma c’è anche chi ha dormito a spese dei viterbesi, che hanno tirato fuori 1350 euro. La domanda sorge spontanea: per far dormire chi?

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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