Santa Rosa, riviviamo la tradizione su balconi e finestre
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VITERBO. Santa Rosa senza macchina ma pur sempre la festa che tutti i viterbesi attendono da un anno intero. Noi de La Fune proponiamo un gesto semplice ma carico di significato: esponiamo, fuori e dentro le mura, alle finestre e ai balconi la bandiera del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa

VITERBO- Pochi giorni a Santa Rosa, una festa quest’anno diversa, per la prima volta senza la bellezza di Gloria per le vie della città e sul sagrato del Monastero. 

L’emergenza Covid ha cancellato, per quest’anno s’intende, la festa che più di tutte stringe la città di Viterbo in un abbraccio collettivo, la tradizione che cementa l’amore e la bellezza, la devozione e la religiosità. Ma Santa Rosa è pur sempre la festa di tutti i viterbesi e per questo va comunque festeggiata ed onorata rispettando quelle che sono le norme che l’emergenza sanitaria detta.

Noi de La Fune proponiamo un gesto semplice, ma molto significativo: tutte le famiglie dentro e fuori le mura, espongano la bandiera del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa come grande gesto collettivo e abbraccio fino alla piccola Rosina. 

Fuori le bandiere e i colori della città, un “Evviva Santa Rosa” grande fino al cielo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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