
di Francesco Mattioli
Spesso mi trovo d’accordo con Della Rocca sulle sue provocazioni intellettuali e operative; questa volta, a proposito di Santa Rosa come festa ed espressione turistica della Tuscia mi trova d’accordo a metà. La festa è tuttora vissuta e gestita in modo dilettantistico, è vero, ed è solo il provincialismo nostrano che impedisce ai viterbesi di affittare finestre. Peraltro da un pezzo occorreva fare il Museo delle Macchine, di quelle vere; a portata di viterbesi, turisti e studiosi.
E occorreva creare una “narrazione” fascinosa per il turista (al viterbese basta la devozione); a Siena tre giri di piazza di una mezza dozzina di cavalli vale l’attenzione di mezzo mondo. Ma si sa, i toscani sanno venderti anche il fumo, bravi loro. Dove la vedo diversamente da Della Rocca e sull’idea di una S.Rosa per l’intera Tuscia.
Diciamocelo: se escludiamo Soriano e Vitorchiano, il resto con Rosa c’entra poco. Tarquinia, Tuscania, Bagnoregio, Bomarzo, Acquapendente, ma anche Vetralla e Civitacastellana, i territori farnesiani dal Lamone a Caprarola hanno altre storie, altre narrazioni. Viterbo, così come è, la visiti in due giorni e il turista che si trattiene di più è solo quello “termale”.
Piuttosto, la Tuscia deve fare sistema avendo Viterbo al centro. Il turista deve stare almeno sette giorni da noi, invogliato, spinto, affascinato, coartato, persuaso, manipolato all’idea di trascorrerne due in città (tre sotto S.Rosa per seguirne le celebrazioni), ma poi alla scoperta degli etruschi fino al mare, dei Farnese da Latera alla Bisentina a Caprarola, degli Orsini a Bomarzo, dei Lante a La Quercia, ma anche dei laghi, delle faggete vetuste; il tutto tra una cura di spa e l’altra.
Sistema, comunque, dove Rosa può essere un fulcro religioso, folclorico, spettacolare, ma appunto un fulcro tra tante forze adiacenti tra loro fino a creare un vero “Mito Tuscia”. Detto questo, allo stato attuale non vedo chi possa realizzare tutto ciò, coniugando saperi culturali, storici, comunicativi, organizzativi, promozionali ad alto livello. I segnali non sono incoraggianti. Non faccio esempi per non farmi inutili nemici. Buon lavoro.


















