Santa Rosa, Lupidi (Cna): "La festa è più bella con i dolci e le creazioni in ceramica”
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Dies Natalis è un’opera d’arte e fede che prende vita sulle spalle dei Facchini. Ma oltre alla Macchina, a Santa Rosa la tradizione diventa arte anche quando si parla di ceramica e dolci. Qui i lavori prendono vita dalle mani dei nostri grandi artigiani.

VITERBO – “Da una parte il gusto: dal pane di Santa Rosa con impasto dolce, uvetta e cioccolato ai biscotti del Facchino, in pastafrolla e pasta di zucchero, dai petali di rosa ai boccioli. Dall’altra il bello: dalle riproduzioni della figura di Rosa a quelle dei Facchini, dalle acquantiere con le rose ai diversi modelli delle Macchine”. Il segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Attilio Lupidi, sintetizza così i lavoro che gli artigiani stanno realizzando sul tema della festa patrimonio Unesco dal 2014.

Sul percorso della Macchina, la Pasticceria Garibaldi, in via Garibaldi 24, propone le sue versioni dei dolci, ormai divenuti una tradizione nella tradizione per quanti salgono verso San Sisto ad ammirare la Macchina prima del “Sollevate e fermi”. Lo stesso vale per la Pasticceria Primavera, in via Vico Squarano 81, dove tutto è decorato con i colori e i simboli della festa: rosa e rose.

Ancora nei pressi del percorso, in via San Lorenzo 45, c’è Creazioni Daniela di Daniela Lombardo. Qui le creazioni in ceramica a tema Santa Rosa sono ormai da anni un marchio di fabbrica, con ogni genere di prodotto. Ma anche in via San Pellegrino 8 la Bottega d’arte di Daniela Lai ogni anno pensa a una novità per rendere omaggio alla Santa bambina. Stavolta ha plasmato piatti, croci e acquasantiere con le rose.

“Santa Rosa è la festa più sentita per la città – conclude Lupidi – e gli artigiani contribuiscono a renderla ancora più bella. Grazie a loro i turisti, oltre all’esperienza del Trasporto, hanno la possibilità portare a casa anche un ricordo che resterà con loro per sempre”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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