Santa Rosa, assegnata la realizzazione delle tribune. Vince Carramusa
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Da quest'anno a piazza del Plebiscito comparirà la "curva Santa Rosa", una nuova tribuna semicircolare che sostituirà le due usate in precedenza

Viterbo si prepara anche a quest’anno al suo evento principe: il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre. Un lavoro lungo e faticoso che si conclude sempre con un successo e che quest’anno verrà arricchito da alcune novità. Fra le cose più in vista ci sarà l’allungamento del percorso su Via Marconi, ma anche le nuove tribune in piazza del Plebiscito, che arricchiranno l’offerta per il pubblico di quest’anno.

Solitamente, infatti, nella piazza centrale di Viterbo dove la Macchina esegue la sosta più lunga e una delle classiche “girate” venivano posizionate due tribune separate a formare un angolo, mentre da quest’anno sarà allestita la ormai nota “curva Santa Rosa”: una tribuna semicircolare che coprirà lo spazio delle due precedenti.

Grazie a questo nuovo arrivo i posti a sedere totali sulle tribune lievitano e arrivano a circa 3600, anche grazie a quella verrà posizionata in piazza della Repubblica per l’allungamento del percorso su via Marconi. L’allestimento delle tribune e della nuova curva Santa Rosa, poi, è stato affidato ieri mattina dalla commissione presieduta da Massimo Romolo Rossetti, che ha aperto le buste arrivate per il bando. Una sola ditta, in realtà, ha partecipato alla gara, la Carramusa, che a Viterbo è conosciuta proprio per l’allestimento di strutture simili.

A breve il via anche alla vendita dei biglietti per le tribune. Metà saranno messi on line, mentre gli altri come di consueto potranno essere acquistati nella ex chiesa degli Almadiani. Un’ulteriore novità di questo Trasporto, infine, sarà la messa in onda live su facebook dell’evento su una pagina appositamente dedicata.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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