Santa Rosa 2018, si inizia a pensare alla nuova Mini Macchina di Santa Barbara
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Nuova minimacchina di santa Rosa del quartiere Santa Barbara. Il modello scelto è quello di Luca Di Prospero, che ha ripreso il disegno presentato nel 2009 dal padre Gianluca insieme all’architetto Marina Fracasso al concorso di idee in cui vinse "Fiore del cielo".

Nuova minimacchina di santa Rosa del quartiere Santa Barbara. Il modello scelto è quello di Luca Di Prospero, che ha ripreso il disegno presentato nel 2009 dal padre Gianluca insieme all’architetto Marina Fracasso al concorso di idee in cui vinse “Fiore del cielo”.

Lo sviluppo del progetto, che ha subito conquistato il favore del comitato Santa Barbara e del suo capofacchino Diego Terzoli, è stato realizzato da Luca Di Prospero, già mini facchino, e questa è una novità assoluta, e dal geometra Emanuele Derosas.

La realizzazione è apparsa molto complessa e laboriosa in quanto sono stati necessari effettuare alcuni sostanziali “tagli” sia nella parte artistica che della struttura e, grazie anche alla collaborazione di Luca Occhialini, si è riusciti a portare la minimacchina a una altezza complessiva corrispondente a poco più di un terzo del disegno originale e a circa un decimo del suo peso.

Una macchina con una storia ben precisa, che parte dai monumenti rappresentati nella parte bassa del modello quali: chiostro di santa Maria in gradi, chiostro di santa Maria della Verità, le finestre stilizzate riprese dal campanile del duomo e dei principali edifici medievali di Viterbo. Infine, le due imponenti vetrate realizzate a mano dalla studentessa dell’Iis liceo artistico Orioli di Viterbo, Antonella Luna Servi, ispirate all’abside posteriore della chiesa di san Francesco a Viterbo in cui sono presenti appunto le figure di san Francesco, santa Chiara e santa Rosa.

Nei mesi scorsi gli autori del progetto, unitamente allo staff del comitato Santa Barbara e coadiuvati dal capofacchino Diego Terzoli, sono riusciti a coinvolgere nella costruzione della macchina tantissime persone, alcune delle quali legate alla storia della macchina di santa Rosa, come: Vincenzo Battaglioni, Alessio Fiorillo, Emanuele De Rosas, Luca Occhialini, i fratelli Mancinelli e la ditta Mastro, Franco Saveri, Massimo Di Marco, Roberto Cassetta, Luca Ferrazza, Michele Clemenzi, Mauro Guerra, Maria Cristina Baleani, Paolo Riccio, Leonardo Mastronicola.

A chiudere il cerchio la preziosa collaborazione dell’IIs liceo artistico Orioli di Viterbo, la cui preside Simonetta Pachella ha messo a disposizione la professionalità e la vena artistica di alcuni studenti quali: Antonella Luna Servi, Iman Zahra Favretto, Lucilla Mariotti, Elena Bicocchi e i professori Cinzia Pace e Aldo Bellocchio.

Il prossimo passo sarà la conferenza stampa di presentazione del modello, che si terrà nella sala del consiglio comunale di Viterbo alla presenza delle autorità cittadine e dei giornalisti il 18 luglio 2018.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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