Santa Maria della Salute, lo scempio di un monumento a trenta metri da Palazzo dei Priori

VITERBO - Scritte di ogni tipo sulle mura antiche, nel più dei casi anche frasi e parole piuttosto spinte. Eppure ci troviamo in pieno centro, davvero nel cuore della città. Eppure qua tanti turisti arrivano e scattano foto. Eppure chi amministra la città ha questa parte di Viterbo sempre sotto agli occhi.
VITERBO – C’è un gioiello del patrimonio storico artistico viterbese che è rappresentato dalla chiesa di Santa Maria della Salute. Stupendo il portale gotico realizzato nel quattordicesimo secolo. Peccato che questa chiesa, a trenta metri dall’ingresso di via Ascenzi di Palazzo dei Priori, si trovi immerso in un angolo della città letteralmente devastato dalle scritte a spray su pietre e peperino.
Scritte di ogni tipo sulle mura antiche, nel più dei casi anche frasi e parole piuttosto spinte. Eppure ci troviamo in pieno centro, davvero nel cuore della città. Eppure qua tanti turisti arrivano e scattano foto. Eppure chi amministra la città ha questa parte di Viterbo sempre sotto agli occhi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















