Sanità Viterbo, Barelli: "La ‘house of cards’ del Sindaco Frontini e un sistema che penalizza i cittadini"
Foto Giacomo Barelli
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VITERBO - Stoccata del segretario provinciale Viterbo Azione  Giacomo Barelli sul sindaco Frontini e sul sistema sanitario locale.

VITERBO – Stoccata del segretario provinciale Viterbo Azione  Giacomo Barelli sul sindaco Frontini e sul sistema sanitario locale.

“Sulla sanità viterbese si è e scritto molto in questi anni e non solo sui giornali e nelle aule consiliari ma anche altrove. Tuttavia al di là dei continui rivolgimenti all’interno del sistema sanitario ancorato purtroppo alle alterne vicende politiche che si susseguono nel nostro Paese, la sensazione che si ha fra i cittadini (al di là dell’eroico impegno di tutto il comparto durante il Covid) è di un sistema che li penalizza, poco funzionale, inadatto a rispondere ai bisogni della popolazione e soprattutto campo di battaglia della politica locale sempre alla ricerca di consenso elettorale prima che di soluzioni – scrive così Barelli -.

In questo la sempre meno nuova Sindaca Frontini, civica fuori ma politicissima dentro, non fa eccezione e la sua nuova veste da novello capo della ‘house of cards’ locale della sanità, inaugurata dall’ultimo incontro con i Sindaci della Provincia, dove pur presente era rappresentata da un membro della sua opposizione (o forse no), è la conferma più evidente che gli ‘intrighi di potere’ hanno avuto di nuovo la meglio sulla salute dei cittadini viterbesi.

Tutto questo non ci stupisce in una provincia che ha un ospedale la cui costruzione è iniziata nel 1968 ed in cui senza l’’aiutino’ difficilmente si superano le lunghe code per analisi anche importanti,

Ciò che stupisce invece è che nulla cambi perché tutto resti uguale e che, anche chi si candida con la promessa (poi rivelatasi falsa) di spezzare certi malcostumi della politica, finisca poi invece per essere il portavoce rivolgendosi agli stessi personaggi che di questa storia della sanità locale sono stati attori protagonisti.

Protagonisti di quello che per i cittadini è un film horror che dura da oltre 30 anni fatto lunghe attese, viaggi della speranza fuori provincia o fuori regione e continua affannosa ricerca di qualche “santo in paradiso” che li possa aiutare spesso nei momenti più drammatici di famiglie colpite dalla malattia.

Che i soldi della sanità non ci siano perché si è scelto di mettere 120 miliardi sui bonus con cui avremmo risolto i problemi del sistema sanitario per 15 anni è vero ed è altrettanto vero che per sopperire le carenze di personale in Calabria arrivano addirittura medici cubani, abbiamo chiaro altresì che i problemi sono sistemici e non possiamo risolverli con singole toppe tuttavia ciò che sconcerta è che per risolvere questi problemi ci si rivolga sempre gli stessi personaggi anche con le c d ‘nuove amministrazioni ‘

Chi è causa del problema non può esserne certo la soluzione lo sappiamo tutti ma tant’è. Il legame tra sanità e politica sembra non poter essere spezzato ed anzi aver ‘contagiato ‘ anche i civici con la conseguenza di proseguire nella drammatica strada in cui è stata gettata la nostra sanità.

Con 17 milioni di visite di controllo arretrate 2,5 milioni di screening oncologici non effettuati con 6 ospedali su 10 che hanno più di 40 anni e con la carenza di 20500 medici e 63000 infermieri noi di Azione pensiamo che occuparsi di Sanità per la politica significhi prima di tutto occuparsi dei cittadini piuttosto che dell’occupazione del potere da parte dei partiti o liste civiche che si alternano al potere ed i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti.

Un Paese non può definirsi civile se a una persona viene negata assistenza sanitaria perché non ha i mezzi per pagarla , con Azione ci batteremo per impedire che questo continui ad accadere sul nostro territorio contrastando i ‘signori della sanità ‘ vecchia nuovi o presunti tali”. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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