
VITERBO – 10mila assunzioni nella Asl del Lazio e più di 700 in quella viterbese. Tutte da concretizzarsi a stretto giro. Questa è una delle notizie più importanti degli ultimi mesi, non ci piove.
Non a caso è stata accolta con grande entusiasmo sul territorio. Tanto dai cittadini, che sperano in una sanità locale migliore, quanto dalle forze politiche che possono rivendicarla perché vicine e di sostegno a Roma al presidente Rocca. Sì perché questo piano di assunzioni è figlio della volontà di Rocca di migliorare la sanità regionale, di cui si è tenuto la delega, come promesso in campagna elettorale.
In queste ore hanno ridato risalto alla notizia i capigruppo in Regione, quindi anche il nostro Daniele Sabatini (capogruppo del maggiore partito di coalizione che è Fratelli d’Italia). Lo ha fatto anche Luisa Ciambella, perno su cui sta prendendo vita il progetto presidenziale della Lista Rocca.
Ciambella ha parlato di “scelta epocale”. “Si tratta – scrive Ciambella in una nota riportata sul Corriere di Viterbo – di un passo storico verso la soluzione dei gravi problemi che da sempre affliggono i servizi per la salute regionali, che negli ultimi dieci anni sono addirittura aumentati. L’incremento del personale sanitario contribuirà a migliorare l’accesso ai servizi sanitari e a garantire un’assistenza di qualità ai cittadini laziali”.
“Un punto di partenza e non certo di arrivo, come lo stesso presidente ha tenuto a precisare – sottolinea Ciambella – considerando che lo stato della gestione sanitaria e quello dell’indebitamento ereditato dalla giunta precedente, di ben 22 miliari di euro, può essere solo definito devastante”.
“Criticità sono presenti nei pronto soccorso, nei servizi e nella gestione delle prestazioni – conclude la consigliera comunale -. Il grande sforzo finanziario, quasi 700 milioni di euro fino ad oggi, per sostenere il diritto alla salute, dimostra la serietà del presidente e della sua giunta, rispetto a chi invece, nonostante i numeri impietosi, continua fare demagogia e a scaricare su altri le proprie responsabilità”.
Va dato a Cesare quello che è di Cesare ed effettivamente il piano di potenziamento di Rocca è un segnale importante. Ma vogliamo aggiungere dell’altro alle giuste parole della “rocchiana” Ciambella. La sanità viterbese infatti ha un passato terribile che affonda le sue radici nell’era Storace e tocca l’apice della “confusione” negli anni d’oro, per qualcuno non certo per i viterbesi, della gestione di Giuseppe Aloisio (direttore generale) quando la situazione è stata “attenzionata” dalla Procura della Repubblica che ha condotto una complessa inchiesta. Quella che venne definita una maxi-inchiesta e che portò a galla fatti che sono ben scolpiti nella mente dei cittadini e che non c’è bisogno di rivangare.
Lì sono iniziati i grossi guai della sanità viterbese e la speranza, che tutti condividiamo, è che quelle storie possano essere archiviate per sempre e si possa andare oltre per dare ai cittadini un servizio rapido, efficiente e all’avanguardia.


















