
ROMA – Una cornice in legno non è il tessuto di una poltrona e non è un putto di stucco. Ogni dettaglio di quel ricchissimo caleidoscopio che è il nostro patrimonio artistico e culturale è diverso: per materiali, datazione, tenuta. Ecco perché le operazioni di sanificazione che stanno partendo in queste ore in molte parti d’Italia nelle chiese o nei musei – preliminare indispensabile per dare il via alla Fase Due della cultura – non può essere affidata all’improvvisazione. «O a ditte inesperte», puntualizza Alessandra Morelli, vicepresidente di Restauratori Senza Frontiere associazione di professionisti italiani del restauro che mettono al servizio del patrimonio culturale pubblico la loro esperienza.
L’associazione – che interviene come unità di crisi anche in casi di calamità naturali – ha inviato un documento al Ministero per i beni e le attività culturali in cui mette in guardia contro i rischi di sanificazioni sbagliate. «I prodotti utilizzati – dice Morelli – devono tenere conto non solo della delicatezza di alcune superfici, ma anche dei vapori che possono sprigionare in ambienti chiusi e andare a danneggiare un dipinto, una scultura o un prezioso arazzo». Le sostanze volatili rilasciate, per esempio ammoniaca o cloro, possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ambiente, pensiamo solo ai libri antichi. Naturalmente MiBACT ha stabilito delle linee guida molto stringenti, peraltro stilate in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro, I’Istituto Centrale per la Patologia del Libro e l’Opificio delle Pietre Dure. Adesso però vanno fatte rispettare. «Per esempio – prosegue Morelli – l’ICCR dice molto chiaramente che in certi ambienti i prodotti non vanno spruzzati, proprio per evitare danni legati alla vaporizzazione».
Chi farà osservare tutto questo, a partire dalle oltre 330 parrocchie romane che hanno appena iniziato ad essere sanificate? Non solo. Ormai abbiamo capito che quella con il virus sarà una lunga convivenza e pertanto le operazioni di semplice pulizia, disinfezione o vera sanificazione nei luoghi di culto e nelle chiese con opere di pregio saranno molto più frequenti nei mesi a venire. E le imprese di pulizia specializzate si stanno moltiplicando: hanno libero accesso nei luoghi dove sono conservate le opere più delicate. «Sarebbe importante – conclude la restauratrice – che anche nelle operazioni di semplice pulizia o disinfezione fossero presenti degli specialisti capaci di monitorare sia il corretto utilizzo dei prodotti sia la scelta dei prodotti stessi».


















