Sanificano le strade di Viterbo contro le zanzare, non accadeva dagli anni Sessanta. Il centro storico davvero pulito
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A Palazzo dei Priori si sono dimenticati di sanificare le strade contro le zanzare per un lunghissimo periodo. Negli uffici non ne hanno memoria, perché gli impiegati di allora sono tutti, nella migliore delle ipotesi, andati in pensione. Un cittadino ha scritto a La Fune per raccontarci che negli anni Sessanta accadeva.

VITERBO – Una sorta di miracolo si sta consumando per le vie del centro. Quello che dovrebbe essere l’ordinario irrompe sulla scena viterbese per la prima volta dopo quaranta anni. A Palazzo dei Priori si sono dimenticati di sanificare le strade contro le zanzare per un lunghissimo periodo. Negli uffici non ne hanno memoria, perché gli impiegati di allora sono tutti, nella migliore delle ipotesi, andati in pensione. Un cittadino ha scritto a La Fune per raccontarci che negli anni Sessanta accadeva.

Da Palazzo dei Priori, dopo il primo giorno di sanificazione nel centro storico, arriva una nota: “L’amministrazione comunale informa che, dalle ore 06.00 di domani, martedì 5 agosto, proseguiranno le attività di sanificazione stradale nell’ambito del piano comunale di igiene pubblica e prevenzione contro le arbovirosi, avviato nei giorni scorsi.

Il programma di questa settimana prevede interventi nelle seguenti zone della città: da piazza del Teatro fino al Sacrario, via Saffi, piazza del Plebiscito, quartiere San Pellegrino, area Valle Faul, zona San Faustino. Le operazioni si svolgeranno nelle prime ore del mattino per ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità e garantire una maggiore efficacia della sanificazione.

La sanificazione rientra tra le misure messe in atto per garantire l’igiene stradale e a scopo cautelativo per prevenire la diffusione di arbovirosi, a tutela della salute pubblica. Si ribadisce che il prodotto utilizzato è innocuo per persone e animali”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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