Sandro Rossi scrive una lettera ai suoi leoni: "Mi mancano i nostri sguardi che si incrociano. Che la forza sia con voi e che la fede non crolli mai"
Facchini di Santa Rosa - Foto Lietta Granato
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VITERBO - Al Teatro Unione la commozione di tutti.

(Foto Lietta Granato) VITERBO – La giornata del tre settembre è iniziata e la prima tappa, poco dopo le dodici, è il raduno dell’Unione. Momento istituzionalmente molto importante ma anche l’inizio di un pomeriggio di emozioni e carica per arrivare con il giusto spirito al “sollevate e fermi” di San Sisto.

Al Teatro Unione la commozione di tutti quando il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha letto una lettera che il capofacchino Sandro Rossi ha voluto inviare ai suoi. 

“Avrei voluto essere con voi ma i dottori me l’hanno fortemente sconsigliato, ma con questo scritto desidero incoraggiarvi.

Mi mancano i nostri sguardi che si incrociano, il contatto fisico, le pacche sulle spalle, i sorrisi, gli abbracci. Mi manca tutto ciò che ci fortifica e ci rende imbattibili in questa serata. Auspico che la forza sia con voi e che la fede non crolli mai.

Questo è il dono di Rosina che noi preserviamo e custodiamo per le future generazioni. In questo 3 settembre sarà al vostro fianco, passo dopo passo mentre il miracolo prende forma”.

Una lettera che chiude con una richiesta di Rossi ai suoi: “Due rugiti di leone: il primo di prova e il secondo con la forza dell’animo”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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