San Pellegrino in Fiore senza i fiori… I vivaisti se ne vanno prima del previsto
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VITERBO – Errore di comunicazione? Disguido? Ancora non è chiaro cosa sia successo. I vivaisti abbandonano anzitempo la manifestazione e lasciano le piazze vuote. E pensare che il comune ha pagato la manifestazione 61mila euro rispetto ai 50mila stanziati per prolungare la manifestazione fino al 5 maggio.

VITERBO – Sta per calare il sipario su San Pellegrino in Fiore e un mistero avvolge questa ultima edizione: “Ma che fine hanno fatto i vivaisti?”. Hanno smontato tutto e se ne sono andati prima della fine della manifestazione, che è stata prolungata fino al 5 maggio.

Errore di comunicazione? Disguido? Ancora non è chiaro cosa sia successo. Il dato oggettivo è che i vivaisti hanno abbandonato anzitempo la manifestazione e lasciato le piazze vuote. Di San Pellegrino in fiore rimane solamente qualche addobbo ai lati delle fontane presenti nelle varie piazze del centro storico. 

E pensare che il comune ha pagato la manifestazione 61mila euro rispetto ai 50mila stanziati per prolungare la manifestazione fino al 5 maggio. 11mila euro in più per delle piazze vuote.

Nonostante più di qualcuno avesse criticato la presenza di molti vivaisti e pochi allestitori, dicendo che questa edizione di San Pellegrino in Fiore era stata trasformata in un grande mercato, almeno la presenza dei vivaisti “riempiva” le piazze, conferendo vita e colore. Piazze che ora sono tornate desolatamente vuote.

Inoltre chi di dovere dovrà spiegare il perché di questi ulteriori 11mila euro. A cosa sono serviti?

Diventa difficile fare San Pellegrino in Fiore senza fiori…

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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