

La 29esima edizione di San Pellegrino in Fiore è sotto gli occhi di tutti e a lume di naso, considerato il bel tempo, dovrebbe avere anche un successo di visite. L’ente autonomo, a cui va il merito di aver ideato e condotto l’iniziative nell’arco di quasi tre decenni, ha fatto del suo meglio per organizzare il tutto. Riconosciamo lo sforzo fatto, e apprezziamo, così come riconosciamo il salto di qualità sul piano della comunicazione rispetto agli altri anni.
Questa edizione però non è quello che ci aspettavamo, soprattutto dopo le parole del sindaco Leonardo Michelini in conferenza stampa. Abbiamo quindi tracciato un viaggio critico tra i vari luoghi dell’espozione e senza peli sulla lingua ve lo raccontiamo.
Piazza Verdi – tappa 01
Il nostro viaggio nella manifestazione inizia da qui, da dove sarebbe dovuto partire il nuovo asse dell’iniziativa secondo le parole del sindaco Leonardo Michelini. L’unica cosa verde che vediamo sono i pini a ridosso dell’edicola. Belli, ma a occhio e croce sono sempre stati lì. Si poteva magari pensare di tagliarli per poi ripiantarli, come accaduto in via Ascenzi. Così, tanto per movimentare un po’ la situazione. Altra cosa “al verde” il botteghino del Teatro Unione, speriamo che almeno l’annuncio di riaprirlo a breve trovi riscontro nei fatti. Senza voto.
Corso Italia – tappa 02
L’asse doveva svilupparsi lungo la via dello “struscio”. Qui di “verde” troviamo, probabilmente, le casse dei negozi. Ma questo non ci pare merito dell’amministrazione, o forse sì? Boh. Andiamo avanti. Senza voto.
Piazza delle Erbe – tappa 03
In conferenza stampa era stato annunciato un lavoro interessante. un’istallazione curata da dei giovani architetti viterbesi. Forse gli architetti coinvolti sono fanatici del minimalismo estremo, tanto che sembra non esserci nulla. Senza voto.
Via Roma – tappa 04
Il nostro viaggio sull’asse non dà grandi soddisfazioni. Su via Roma l’unico a far vedere un po’ di colore è un negoziante. Bravo. Senza voto.
Piazza del Comune – tappa 05
Quello che ci si presenta davanti agli occhi ci imbarazza un po’. Sembra di vedere lo stesso tappeto verde di diverse edizioni fa, solo che questa volta devono averlo lavato in lavatrice e si è infeltrito. Sembra uno di quei maglioni a cui tieni tanto e che tua moglie magari decide di lavare a 90 gradi. Paura. Voto 2.
Via San Lorenzo – tappa 06
Nel deserto dei Tartari spunta un rivenditore, temerario. Senza voto.
Piazza del Gesù – tappa 07
La fontana fa sempre la sua porca figura. La piazza è stata realizzata da Confartigianato, sempre presente a sostegno di iniziative lodevoli. Magari si poteva cercare di unire più forze. Voto 6.
Piazza della Morte – tappa 08
Un po’ di colore sugli alberi, idea simpatica. Rievoca un po’ Alice nel paese delle meraviglie. Per il resto il nome della piazza non poteva essere più appropriato. Voto 6
Ponte del duomo – tappa 09
Bell’impatto. Magari si potrebbe pensare di tenerlo sempre così, con alberi decorativi. Carina anche l’idea dei Giardini di Ararat. Si tratta di una via di scorrimento, tutto appare carino ma niente da mozzare il fiato. Voto 6,5.
Piazza del duomo – tappa 10
Effetto fiacco rispetto alle precedenti edizioni. Nessuna idea vincente e convincente. Dalle mura spunta anche un drago, farà la felicità dei più piccoli. Almeno loro. Voto 5, per le enormi potenzialità del luogo non sfruttate.
Piazza San Carluccio – tappa 11
E’ l’unico luogo dove spunta una vera idea progettuale. La piazza curata dalla Camera di Commercio esce dal classico e apre a prospettive più internazionali. Voto 8
Piazza Scacciaricci – tappa 12
E’ sempre stato un luogo che si presta bene per San Pellegrino in Fiore. Quest’anno c’è anche una cascata. Sembra un angolo per il giorno delle nozze, ma nel complesso risulta superiore a diversi altri punti. Voto 6,5
Piazza San Pellegrino – tappa 13
Qui il tempo sembra essersi fermato. Niente di nuovo sotto Palazzo degli Alessandri. Effetto piacevole nel complesso, ma forse serviva un’idea più convincente e nuova. Voto 6,5
Giudizio finale
Un’edizione ordinaria. Senza lode né infamia. Grazie all’Ente autonomo San Pellegrino in Fiore per l’impegno. L’augurio è che per il futuro si riescano a trovare i giusti fondi per pensare di affidare ad artisti la realizzazione di vere istallazioni con i fiori. Non merita commenti ulteriori il fatto che l’amministrazione comunale abbia annunciato un nuovo asse piazza del Teatro-quartiere medioevale che di fatto non esiste. Perché sparare balle di questo tipo? Il primo che riesce a rintracciare questo nuovo asse vince un cactus.

















