San Pellegrino in Fiore, Frontini: "Vogliamo segnare la rinascita di uno degli eventi più importanti per la città"
Foto sindaco Chiara Frontini
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VITERBO - “L'obiettivo dell'amministrazione - dichiara la Sindaca Frontini - è valorizzare la bellezza dell'area monumentale di Viterbo".

VITERBO – È stato completato il processo di valutazione delle proposte creative per l’organizzazione dell’edizione 2024 di San Pellegrino in Fiore, programmata dal 1 al 5 maggio. L’evento di quest’anno si distingue per diverse novità, tra cui il nuovo modello di gestione promosso dal Comune di Viterbo, che ha recentemente acquisito il marchio e si è impegnato in numerose iniziative per garantire il successo della festa nelle vie medievali della città.

“La prima iniziativa intrapresa per questa edizione, volta a segnare la rinascita di uno degli eventi più amati dai cittadini di Viterbo, è stata l’organizzazione di un concorso di idee rivolto ad architetti, ingegneri, dottori agronomi e forestali della provincia.

“L’obiettivo dell’amministrazione – dichiara la Sindaca Frontini – è valorizzare la bellezza dell’area monumentale di Viterbo, armonizzando criteri estetici con le caratteristiche storiche delle piazze e delle vie coinvolte, come piazza S. Lorenzo, via S. Lorenzo, piazza della Morte, via Pietra del Pesce, via Macel Maggiore, piazza San Carluccio, via San Pellegrino, piazza Scacciaricci, piazza San Pellegrino e piazza del Gesù, mantenendosi in linea con il tema medievale che caratterizza la candidatura di Viterbo a Capitale della Cultura 2033”.

“Inoltre – aggiunge l’assessore allo sviluppo economico locale e turismo Silvio Franco – l’amministrazione ha lavorato per migliorare la qualità complessiva della manifestazione, coinvolgendo anche l’amministrazione provinciale, Università degli Studi della Tuscia e Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Rieti-Viterbo che sono coinvolte per il successo dell’evento”.

Tutta l’amministrazione si congratula con la squadra vincitrice, composta dagli architetti Raffaele Ascenzi, Francesco Moretti, Andrea Rodolico, Alessandro Scorza e il geometra Marco Porcorossi, autori della proposta che ha ottenuto il punteggio più alto, 92,20 su 100. Ringraziamo tutti i partecipanti al concorso per il loro contributo e impegno.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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