San Pellegrino in Fiore aggiunge nuovi sapori, arricchendosi di eventi
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Percorrendo i sentieri fioriti della popolare e seguitissima kermesse, i visitatori potranno non solo ammirare le splendide architetture medioevali della città dei papi, ma anche fermarsi ad assistere a una serie di eventi.

Tra le cornici floreali della 30° edizione di San Pellegrino in Fiore quest’anno sboccia la cultura e Viterbo si racconta. Percorrendo i sentieri fioriti della popolare e seguitissima kermesse, i visitatori potranno non solo ammirare le splendide architetture medioevali della città dei papi, ma anche fermarsi ad assistere a una serie di eventi che spazieranno nei campi della pittura, della scultura, della musica, dei libri, insieme a tante altre iniziative che offriranno l’occasione per scoprire e rivivere Viterbo e la sua storia.

È la grande novità di questo San Pellegrino in Fiore, un’iniziativa nata nel 1987 da un’idea di Armando Malè e Fabio Fontana, tuttora organizzatori come ente autonomo San Pellegrino in Fiore, che alla sua trentesima candelina si reinventa, senza perdere quei tratti suoi tipici che ne hanno decretato il successo, per proiettarsi nel futuro con rinnovato slancio e nuove idee.

E così l’allestimento floreale del quartiere medioevale resterà l’assoluto protagonista, ma troverà ulteriori elementi di valorizzazione nell’abbinamento con l’arte e la cultura per andare a riscoprire una città che ha molto da raccontare. Per la prima volta si aprirà un itinerario che ci porterà non solo a passeggiare per vicoli e piazze, artisticamente allestite con piante e fiori per esaltare la bellezza delle architetture in peperino, ma ci condurrà dentro questo splendido scenario, spalancando le porte di palazzi, chiese e chiostri antichi per farci entrare nel cuore della storia di Viterbo.

La pittura accenderà i riflettori su Santa Maria Nuova e il chiostro dei Longobardi, su Palazzo degli Alessandri, nel chiostro e nel Palazzo Farnese, in via San Lorenzo, dove sarà di scena anche la scultura. Santa Maria Nuova tornerà protagonista anche grazie alla musica. La promozione del territorio e della sua storia sarà ricercata anche in un apposito spazio dedicato alla presentazione di libri che avrà come tema dominante, anche se non esclusivo, proprio Viterbo, ospitando diversi autori che hanno trattato temi, storia e personaggi della città dei papi. I tre giorni di San Pellegrino in Fiore accenderanno i riflettori anche sul complesso della Trinità con numerose iniziative, mostre fotografiche, allestimenti di vario genere.

A turisti e viterbesi sarà offerta l’occasione di conoscere da vicino il patrimonio storico artistico cittadino grazie a numerose visite guidate. Con l’ausilio di guide esperte si potrà visitare la straordinaria chiesa del Gonfalone, la cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo dei Papi e tanti altri edifici e spazi storici di indubbio interesse. Saranno veramente tanti gli itinerari a disposizione, per andare alla scoperta anche degli angoli più nascosti di una città capace di appassionare chiunque con la sua storia e quel volto misterioso che si rivela quando si spalancano le porte della città sotterranea, anch’essa protagonista in questa edizione di San Pellegrino in Fiore. E chi seguirà il corteo di figuranti, musici, sbandieratori e giullari che animeranno tutto il percorso, si ritroverà come d’incanto catapultato nella magica atmosfera del Medioevo.

Il programma, dunque, si annuncia denso e “multigusto” in quanto a offerta culturale, e proprio in questi giorni sarà completato per essere immediatamente ufficializzato, momento in cui si potranno conoscere i tanti protagonisti e le numerose iniziative di un’edizione che si annuncia entusiasmante, anche dal punto di vista della grande partecipazione che si sta registrando da parte degli operatori del territorio che sono voluti entrare in questo imperdibile calendario di eventi, portando le loro idee e le loro energie.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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