San Pellegrino in Fiore 2024, la roulette russa dell'assessore Silvio Franco
Foto Silvio Franco
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VITERBO - Per il numero uno dello Sviluppo Economico questa edizione è una sorta di roulette russa politica. Che tipo di colpo è stato caricato in canna nessuno può ancora saperlo. Almeno fino allo sparo del primo maggio. 

VITERBO – San Pellegrino 2024 è alle porte e quanto accadrà: i risultati prodotti, il gradimento della manifestazione, l’immagine che ne verrà fuori della città; è destinato a esprimere una sorta di sentenza sull’assessore Silvio Franco. 

Per il numero uno dello Sviluppo Economico questa edizione è una sorta di roulette russa politica. Che tipo di colpo è stato caricato in canna nessuno può ancora saperlo. Almeno fino allo sparo del primo maggio. 

Nell’aria c’è odore di qualche mal di pancia, anzi più d’uno. L’evento infatti ha una sua complessità e organizzarlo significa, soprattutto per questo debutto, camminare in equilibrio tra la tradizione e l’innovazione. Se Franco avrà saputo miscelare nella giusta maniera i vari ingredienti ne uscirà vittorioso e trionfante. In caso contrario inizierà la sua salita al Calvario. 

Non è ammissibile un fallimento. Anche perché quello che doveva essere un assessorato dinamico e turbina di un cambiamento importante della città stenta a produrre e trasmettere energia.

Tra le lamentele intercettabili ci sarebbe una certa pignoleria e poco senso pratico. Questo lo dicono “le voci”, che lasciano il tempo che trovano. Quello che conta sono i fatti. Conta portare a casa un San Pellegrino in Fiore convincente, con il sorriso tra le persone, numeri importanti di presenze e una certa contentezza tra chi ci ha lavorato a vario titolo. 

Ricordate il film ‘Il Cacciatore’? Ecco servito un San Pellegrino in Fiore da foresta vietnamita. 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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