
VITERBO – Gli organizzatori di San Pellegrino in Festa sentono il bisogno di alcune precisazioni in merito alle tante notizie che si stanno diffondendo in questi giorni. Soprattutto per sottrarsi dal gioco delle polemiche in corso.
“Ci siamo resi promotori di un evento che si va ad inserire, in termini temporali, ma non a sostituire a quello tradizionale di Viterbo in Fiore, che abbiamo chiamato san Pellegrino in F…ESTA, certi che il risultato finale sia di grande impatto, grazie alla rete di collaborazioni che si sta creando, anche se diverso, ribadiamo, dall’idea tradizionale che si ha della manifestazione.
Chi siamo? Siamo la Città stessa. Cittadini, rappresentanti del mondo delle professioni e associazioni a testimonianza della sempre maggiore attenzione che le tematiche legate alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico – culturale e sociale ricoprono nell’immaginario collettivo.
L’ iniziativa nasce come partecipazione volontaria al servizio della comunità, ben oltre 50 realtà che operano sul territorio, si sono “incontrate”, con l’unico obiettivo: mettere a disposizione la propria professionalità per creare qualcosa di unico per la città. Questo è il punto su cui soffermarsi, su cui riflettere ed essere orgogliosi. Nessun spirito di ribellione il nostro, e nessuna strumentalizzazione, dunque, da parte di chi vuole usare l’iniziativa per andare contro, sminuire o alludere ad un’intesa segreta.
L’intenzione di una manifestazione autonoma, anche l’amministrazione ne era al corrente, (un insieme di eventi culturali nel quartiere di san Pellegrino e non sostitutiva della tradizionale), era nell’aria da un paio di settimane, e solo nella giornata di sabato si è concretizzata attraverso la condivisione fra tutti i partecipanti del comunicato, e la pubblicazione, su un quotidiano on line, della manifestazione di interesse, per lo svolgimento nel ponte del I maggio, al Comune. Magari si sarebbe comunque svolta ma in un altro periodo.
Siamo orgogliosi, coesi e propositivi dunque per questo tipo di iniziative, che si basa esclusivamente su una forza promotrice della cultura che parte dal basso; che indica solo una forte, e non scontata, unione, lasciando da parte le faziosità politiche che non fanno altro che aggravare un sistema, quello culturale, già provato dagli avvenimenti degli ultimi anni. Anche il logo che abbiamo scelto, l’arcobaleno che racchiude la città, è simbolo di pace e di accordo.
Convinti dell’apprezzamento da parte del Comune dell’ iniziativa, chiederemo in via ufficiale nelle prossime ore la collaborazione allo stesso.
Sarà una festa della ripartenza, con valore storico e simbolico, nel segno della tradizione e dell’inclusione, un fine settimana dove protagonista non sarà “solo” il patrimonio di storia, arte e monumenti dal riconosciuto valore, ma anche l’aggregazione di identità la cui
importanza in termini sociali di cultura, storia e tradizioni racconta il volto della città.
Chiediamo quindi non solo al Comune, ma a chi vuole darci una mano di farsi avanti. Chiediamo il contributo di cuori, di mani, di teste per pensare immaginare e creare, e di piedi per correre visto che abbiamo due mesi per organizzare il tutto”.


















