San Pellegrino e lo spot Aiax degli anni Ottanta, una bellezza da cui ripartire
AIAX
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Una pubblicità che ci mostra un bellissimo San Pellegrino. Curato nei dettagli, reso più bello dai fiori. Sorprendente la fila di geranei che abbelliscono il simbolico balcone, che proprio grazie allo reclame di Aiax divenne iconico e apprezzato da tutta Italia, di Palazzo degli Alessandri. 

VITERBO – Erano i mitici, ruggenti, anni Ottanta e il capoluogo della Tuscia diventa protagonista di uno spot pubblicitario che spopola sulle televisioni commerciali nazionali. Stiamo parlando della pubblicità di Aiax, prodotto per la pulizia della casa.

Una pubblicità che ci mostra un bellissimo San Pellegrino. Curato nei dettagli, reso più bello dai fiori. Sorprendente la fila di geranei che abbelliscono il simbolico balcone, che proprio grazie allo reclame di Aiax divenne iconico e apprezzato da tutta Italia, di Palazzo degli Alessandri.

Stiamo parlando di un palazzo pubblico perché la proprietà è della Provincia di Viterbo. Forse potrebbero anche decidere di renderlo di nuovo bello e spendere qualche soldino di fiori all’anno. Su un bilancio come quello della Provincia, in spolvero di nuove assunzioni, non dovrebbe essere poi una cifra impossibile. E sarebbe un segnale da parte dell’ente per la cura della bellezza del capoluogo, che poi di un territorio provinciale dovrebbe essere il centro.

Nello spot sono visibili tanti fiori e piante che rendono migliore questa parte dell’area monumentale cittadina. Questo perché a San Pellegrino ci vivevano ancora in molti e curavano il luogo in cui trascorrevano la vita. Oggi gli effetti dello spopolamento si vedono anche in queste cose. Uno spot che vi invitiamo a guardare con attenzione più volte perché può farci riflettere su molte cose.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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