
VITERBO – Un tempo fiore all’occhiello della città, oggi San Pellegrino appare come un gioiello dimenticato, abbandonato all’incuria e trasformato in uno scenario da film post-apocalittico. Erbacce che crescono tra le pietre antiche, vicoli invasi dai rifiuti e parcheggi selvaggi hanno preso il posto del fascino che un tempo attirava visitatori da tutto il mondo.
A denunciare la situazione sono i residenti, riuniti in un comitato guidato da Elena Pierini, che ha incontrato alcuni rappresentanti dell’amministrazione Frontini. Pierini è chiara: “Da dieci anni solleviamo le stesse identiche problematiche, ma nulla è cambiato. Il quartiere sta morendo, e con esso anche la sua anima”.
I numeri parlano chiaro: metà degli abitanti ha lasciato il quartiere negli ultimi anni. Al loro posto, un proliferare di strutture ricettive. In poche parole, si vive solo per servire chi passa, ma nessuno resta.
Parcheggi selvaggi e pedonalizzazione fantasma
“Le auto, parcheggiate ovunque – persino in aree teoricamente pedonali – sono ormai parte del paesaggio. I controlli? Praticamente inesistenti. La tanto annunciata pedonalizzazione resta sulla carta, mentre il traffico continua a snaturare la bellezza e la fruibilità del quartiere”.
Sul fronte dell’igiene urbana la situazione è altrettanto desolante: strade dissestate, immondizia ovunque, cassonetti traboccanti. Il quartiere, che dovrebbe essere un biglietto da visita per la città e un luogo vivibile per i suoi abitanti, viene invece trattato come un semplice fondale per film e spot pubblicitari. Le riprese cinematografiche e gli eventi, infatti, spesso paralizzano il quartiere.
Un grido di aiuto ignorato
Il malcontento è diffuso e cresce ogni giorno, alimentato dall’inerzia istituzionale e da una narrazione che mostra solo la facciata turistica del quartiere, ignorandone le crepe. San Pellegrino non vuole essere solo una bella cartolina: chiede di tornare a essere una comunità viva, rispettata, curata.


















