San Pellegrino, da perla della Tuscia a quartiere fantasma: "Viviamo tra rifiuti, auto ovunque e turisti di passaggio"
comune-di-viterbo-
Masicar800x120-optimize
I numeri parlano chiaro: metà degli abitanti ha lasciato il quartiere negli ultimi anni. Al loro posto, un proliferare di strutture ricettive. In poche parole, si vive solo per servire chi passa, ma nessuno resta.

VITERBO – Un tempo fiore all’occhiello della città, oggi San Pellegrino appare come un gioiello dimenticato, abbandonato all’incuria e trasformato in uno scenario da film post-apocalittico. Erbacce che crescono tra le pietre antiche, vicoli invasi dai rifiuti e parcheggi selvaggi hanno preso il posto del fascino che un tempo attirava visitatori da tutto il mondo.

A denunciare la situazione sono i residenti, riuniti in un comitato guidato da Elena Pierini, che ha incontrato alcuni rappresentanti dell’amministrazione Frontini. Pierini è chiara: “Da dieci anni solleviamo le stesse identiche problematiche, ma nulla è cambiato. Il quartiere sta morendo, e con esso anche la sua anima”.

I numeri parlano chiaro: metà degli abitanti ha lasciato il quartiere negli ultimi anni. Al loro posto, un proliferare di strutture ricettive. In poche parole, si vive solo per servire chi passa, ma nessuno resta.

Parcheggi selvaggi e pedonalizzazione fantasma

“Le auto, parcheggiate ovunque – persino in aree teoricamente pedonali – sono ormai parte del paesaggio. I controlli? Praticamente inesistenti. La tanto annunciata pedonalizzazione resta sulla carta, mentre il traffico continua a snaturare la bellezza e la fruibilità del quartiere”.

Sul fronte dell’igiene urbana la situazione è altrettanto desolante: strade dissestate, immondizia ovunque, cassonetti traboccanti. Il quartiere, che dovrebbe essere un biglietto da visita per la città e un luogo vivibile per i suoi abitanti, viene invece trattato come un semplice fondale per film e spot pubblicitari. Le riprese cinematografiche e gli eventi, infatti, spesso paralizzano il quartiere.

Un grido di aiuto ignorato

Il malcontento è diffuso e cresce ogni giorno, alimentato dall’inerzia istituzionale e da una narrazione che mostra solo la facciata turistica del quartiere, ignorandone le crepe. San Pellegrino non vuole essere solo una bella cartolina: chiede di tornare a essere una comunità viva, rispettata, curata.

 

800 Confartigianato
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
Fune 300x300
asvis 2
Onda
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
monastero interno
domenicale post