'San Pellegrino ci sta a cuore'. Sostieni l'azione de La Fune per difendere la storica piazza
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Chiudere al traffico e impedire il parcheggio a piazza San Pellegrino. Un qualcosa che in una città normale avrebbero fatto venti anni fa e che sembra così difficile da attuare a Viterbo. Perché?

L’articolo e le foto di piazza San Pellegrino violentata dall’assurdo comportamento di alcuni cittadini hanno fatto vibrare buona parte della città di Viterbo. Una volta affidata ai social la notizia si è scatenato il putiferio. Un fiume di commenti e in tantissimi che ci hanno contattato per dire che bisogna fare qualcosa. Qualcosa di definitivo.

Come giornale del territorio siamo convinti che quest’ultima violenza compiuta contro la piazza più suggestiva e preziosa dela città dei papi possa servire per mettere un punto all’assurdo. Diverse volte abbiamo segnalato che quei lastroni di peperino della pavimentazione sono massacrati dal passaggio delle auto e imbrattati dall’olio di motore. E’ così necessario parcheggiare in quel luogo?

Secondo noi no, con buona pace dei residenti. Ci sono cose più importanti della comodità di pochi e comunque, se non si vuole disturbare la comodità di questi pochi, si devono studiare altre strade. La cosa assurda è che se racconti alle stesse persone che non vorrebbero chiudere la piazza perché devono passarci e parcheggiarci, che i talebani hanno massacrato a colpi di mortaio antiche statute di pietra raffiguranti Buddha ti rispondono che “ci sarebbe da impiccarli”. Sono quindi sensibili alla storia e all’arte, meno che a quella che hanno sotto al naso.

In queste ore abbiamo avuto risposte anche da diversi amministratori della città sulla necessità di mettere fine al traffico e alla sosta su via San Pellegrino. Tutti a parole si dicono d’accordo, attendiamo un loro gesto concreto in consiglio comunale. Chi ancora non si è pronunciato andremo a cercarlo noi. Intanto chiediamo a quante più persone possibile e associazioni di sostenere quest’azione di tutela di un bene storico e turistico unico. Inviateci le vostre riflessioni, anche sui sociali, l’hashtag che lanciamo è #sanpellegrinocistaacuore.

P.s. Quello che chiediamo è un provvedimento immediato per chiudere la sola piazza San Pellegrino e via San Pellegrino.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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