
VITERBO – Taglio del nastro per San Pellegrino in Fiore 2025. Seimila piante per un totale di 102mila euro, iva esclusa, di verde e colori. Un lavoro di squadra, dall’alba al tramonto, di cui tutta la città dovrebbe essere orgogliosa e un giovane architetto viterbese con un sorriso così felice che solo a guardarlo ti siederesti, per ricambiare la positività, anche su un echinocactus. Per i non pratici basti sapere che volgarmente questa pianta grassa viene chiamata “cuscino di suocera”. Se ancora non avete capite googlerate.
Alle 10 di giovedì primo maggio si è aperta la quattro giorni della manifestazione tutta fiori e peperino che darà vita e attirerà interesse sul centro storico di Viterbo.
Presenze di rito: dalla sindaca Chiara Frontini e il presidente della Provincia Alessandro Romoli in fascia d’ordinanza (tricolore per lei, blu di Prussia per lui) al consigliere regionale Daniele Sabatini, passando per il presidente della Camera di Commercio Domenico Merlani e il rettore dell’Università della Tuscia Alvaro Marucci. Presente, vanto tutto viterbese, anche una vicepresidente del Parlamento Europeo. Al secolo Antonella Sberna.
Emozionatissimo appunto Lorenzo Porciani, 28enne ideatore di questa edizione della storica manifestazione. L’anno prima era toccato a Raffaele Ascenzi, vincitore del primo concorso d’idee della storia di San Pellegrino in Fiore. Quest’anno è stato il turno di Porciani, arrivato secondo, vista la decisione dell’amministrazione Frontini di scorrere con la graduatoria in virtù della qualità dei progetti presentati.
Lo stesso Porciani ha fatto da Cicerone ai presenti, muovendo il serpentone istituzionale tra le vie della parte monumentale della città, piena dalle prime ore del mattino. Un dato di fatto che già può fare archiviare questa edizione come un successo.
Sei le piazze protagoniste. Piazza del Gesù ha fatto da tappa uno e quinta prospettica del sempreverde, anche se un po’ scontato, taglio del nastro. Il tema è il medioevo e i simboli del territorio. Porciani, che a piazza del Gesù c’è cresciuto, ci ha messo l’anima. Andate e vedetene tutti.
Tappa due piazza della Morte, dove la botta di vita di una cupola sulla fontana a fuso domina la scena. Prossima fermata piazza San Lorenzo dove scatta la sorpresa: tac! Un’installazione dei Mastro omaggia papa Francesco, riportando all’attenzione di tutti alcune parole dell’enciclica ‘Laudato sii’ del 2015. Qui c’è pure il mercato, che piace tanto, curato da Verdi e contenti. Nomen homen, anzi “mercatonem”.
Rotta su San Carluccio con l’omaggio ai laghi di Vico e di Bolsena. Tema lago anche piazza Scacciaricci e approdo in piazza San Pellegrino, lì dove tutto è nato. Il ricordo di Armando Malè e Fabio Fontana ce lo aggiungiamo noi, perché sempre doveroso ricordare i padri.
Bravi tanto, bravi tutti. Da consumarsi entro la scadenza di domenica 4 maggio. Ingresso gratuito, visto mai che ci fosse qualche fenomeno che per screditare questo lavorone si inventasse che si paga. Giuriamo che in passato è accaduto, non che si pagasse ma che girassero voci false e tendenziose sul pagamento.


















