San Pellegrino in Fiore 2024, Ascenzi e un team di giovani professionisti vince il bando d'idee
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VITERBO - In totale erano state presentate 12 idee progettuali. Per motivi di incongruenza con il bando sono stati 4 progetti e rimasta in gara 8. 

VITERBO – Ad aggiudicarsi il bando d’idee per San Pellegrino in Fiore 2024 è un team di bravi professionisti del territorio di cui fa parte anche il big Raffaele Ascenzi. In squadra con l’ideatore di ben tre Macchine di Santa Rosa troviamo Francesco Moretti, Alessandro Scorsa, Andrea Rodolico e Marco Parcorossi. 

La commissione si è riunita, in seduta pubblica, per l’ultima riunione e ha abbinato i progetti alle buste rivelando i nomi degli ideatori. Il “gruppo Ascenzi” ha portato a casa la vittoria ottenendo un punteggio di 92,20, staccando di circa cinque punti il secondo classificato (Lorenzo Porciani, Delaram Kazemi Ashef, con Alessia Taurchini) che ha ottenuto 87,60.

Terzo classificato con 80 punti Cristian Ciucciarelli. Quarto il gruppo Cecilia Zamponi , Sabrina Zibellini, Mauro Carlini con 73,20. Quinti con 72,42 Giorgia Tamantini, Elena Claudia Conconi e Paolo Loreti. 

Sesto posto con 70,20 per il gruppo composto da Cannamela, Mattioli, Siracusa. Settimo l’architetto Alessio Patalocco con 67 punti. Ottavo il tandem Alfredo Giacomini – Carlo Chiassarini con 65,20.

In totale erano state presentate 12 idee progettuali. Per motivi di incongruenza con il bando sono stati 4 progetti e rimasta in gara 8. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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