San Martino, sfregiata la porta del Borromini
Porta san Martino 02
800 Monastero
La porta d'ingresso al borgo di San Martino al Cimino sarebbe stata rovinata durante i lavori di sistemazione effettuati nella giornata di ieri. A denunciare il fatto il consigliere comunale Martina Minchella.

“Sfregiata la porta d’ingresso al borgo di San Martino”, questa la denuncia del consigliere comunale Martina Minchella. Il fatto si sarebbe consumato nella giornata di ieri, durante i lavori di sistemazione. Nella giornata del 7 gennaio infatti, in seguito alle segnalazioni di caduta calcinacci, da parte di diversi residenti, sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco.

Ieri il Comune di Viterbo, in maniera tempestiva, ha provveduto a inviare una ditta per l’effettuazione dei lavori. Lavori che, stando a quanto messo nero su bianco in un comunicato del consigliere Minchella, non sembrano essere stati fatti a regola d’arte. Così lo stesso consigliere chiede ragione di quanto accaduto: “Non si poteva coinvolgere la Soprintendenza, visto che parliamo di una porta disegnata dal Borromini?”

LA NOTA STAMPA DEL CONSIGLIERE MINCHELLA

“Dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco del sette gennaio scorso ieri con tempestività il Comune ha inviato una ditta per mettere in sicurezza la porta di ingresso al paese. Se sulla celerità nulla da eccepire, quanto al metodo resto perplessa, la porta è stata sfregiata senza minimamente preoccuparsi della sua importanza storico-architettonica, è infatti un gioiello di architettura seicentesca disegnato da Francesco Borromini.
Adesso mi chiedo: era proprio necessario operare in questo modo? Intervenire in modo dozzinale su un monumento di questo valore? E la Soprintendenza è stata chiamata?
A nome dei cittadini esprimo il mio rammarico sulla conduzione di questo intervento, operato, a mio parere, senza aver presente su cosa si andava ad intervenire.
Auspico che a breve venga interessata la Soprintendenza e che venga fatto il restauro con competenza e attenzione al più presto”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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