"San Faustino è diventato un piccolo ghetto. Nessun razzismo, questione di regole"
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I residenti reclamano maggiore presenza delle forze dell'ordine e anche un controllo serrato sugli affitti in nero. "C'è bisogno di più polizia per ripristinare situazioni di normalità e il Comune non può rimanere indifferente a questa situazione inaccettabile e potenzialmente pericolosa", l'appello che lanciano verso Palazzo dei Priori.

“A me interessa poco il Paese d’origine di chi si rende protagonista dei tristi fatti che da troppo tempo hanno reso complicata e frustrante la vita di diversi di noi residenti del quartiere San Faustino. Il tema è serio e non va banalizzato con letture di sfondo razzista. La questione problematica è reale e ha a che fare con un deterioramento della sicurezza delle persone e del decoro di un’area centrale di Viterbo”. Nel quartiere San Faustino sono diversi i residenti che non ne possono più e chiedono interventi seri per riportare sicurezza e dignità.

“Non è possibile imbattersi in scene di piccolo spaccio fuori dal portone di casa. Così come non è giusto trovare bisogni umani sparsi ovunque”, continua un cittadino.

“Una volta ho temuto anche per la mia incolumità. Stavo scendendo da uno dei vicoli centrali che vanno verso il Sacrario e sui gradini c’era un gruppetto di persone, essenzialmente ragazzi. Uno stava orinando in un angolo, gli altri seduti a pochi metri. A un certo punto uno di questi ultimi si alza e barcollando, presumo perché ubriaco, mi viene incontro pronunciando frasi a malapena comprensibili. Ho temuto il peggio ma ho tirato dritto e si è spostato”. Ci raccontano dal quartiere. 

I residenti reclamano maggiore presenza delle forze dell’ordine e anche un controllo serrato e ripetuto nel tempo sugli affitti in nero. “C’è bisogno di più polizia per ripristinare situazioni di normalità e il Comune non può rimanere indifferente a questa situazione inaccettabile e potenzialmente pericolosa”, l’appello che lanciano verso Palazzo dei Priori. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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