San Faustino abbandonato, residenti: "Chiediamo il ripristino del decoro"
San Faustino 1
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"Decoro, chiediamo questo". E' semplice il linguaggio di alcuni residenti del quartiere di San Faustino. Facendo un giro per la tela di vicoli che costituiscono lo storico quartiere nel centro di Viterbo è facile imbattersi in bottiglie di birra, indumenti lasciati per strada e segni di chi ha da poco urinato sul muro.

“Decoro, chiediamo questo”. E’ semplice il linguaggio di alcuni residenti del quartiere di San Faustino. Facendo un giro per la tela di vicoli che costituiscono lo storico quartiere nel centro di Viterbo è facile imbattersi in bottiglie di birra, indumenti lasciati per strada e segni di chi ha da poco urinato sul muro.

“Secondo voi è normale che nel centro della città c’è chi passa le giornate sui gradini delle scale bevendo birra, rollando tabacco e pisciando sui muri?”. Ci domandano dei cittadini. Mostrano alcune foto che raccontano una storia di banale degrado. Banale ma fastidioso, soprattutto per chi se lo trova davanti al naso tutti i giorni o quasi.

“Dove sta il controllo? Dove sta il Comune, lo Stato? Siamo lasciati soli, in balia di un malcostume dilagante. Quando va bene”. Continuano. 

E vediamo gruppetti, in diversi punti del quartiere che danno corpo alle scene appena raccontate.  La domanda è semplice: che senso ha?

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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