“Salviamo il fiume Marta e il mare a Tarquinia”
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TARQUINIA - Continua la campagna di sensibilizzazione ambientale dedicata al fiume Marta e al mare di Tarquinia da parte di Italia Nostra, Sezione Etruria, con un incontro pubblico sabato 23 febbraio alle 17,30 presso la sala consiliare comunale di Tarquinia.

TARQUINIA – Continua la campagna di sensibilizzazione ambientale dedicata al fiume Marta e al mare di Tarquinia da parte di Italia Nostra, Sezione Etruria, con un incontro pubblico sabato 23 febbraio alle 17,30 presso la sala consiliare comunale di Tarquinia.

L’incontro è stato organizzato nel luogo più idoneo della città per offrire alla cittadinanza un momento di discussione, chiara e aperta sul destino di uno dei fiumi più importanti della provincia di Viterbo e per elaborare soluzioni definitive affinché l’acqua di questo fiume, se non da bere, torni almeno ad essere degna di tale nome, anche perché al suo risanamento è legato il diritto di godere del bene primario del mare e per il turismo balneare della costa tarquiniese.

L’incontro pubblico sarà il luogo ideale per analizzare i dati sullo stato attuale del fiume Marta e del mare a Tarquinia, individuare le soluzioni e le cose da fare, poiché l’emergenza ambientale del fiume Marta non può più aspettare.

Il focus dell’incontro saranno i depuratori delle acque reflue che preoccupano da anni per l’inefficienza dichiarata dai dati della goletta di Legambiente, puntualmente pubblicati ogni anno e mai smentiti.

Sono stati invitati: il ministro dell’Ambiente, i sottosegretari, il presidente della Regione Lazio, gli assessori competenti in materia, i consiglieri della Regione Lazio, i dirigenti responsabili di Arpa Lazio e Viterbo, il presidente della Provincia, i sindaci interessati dal percorso del fiume Marta, i consiglieri dei comuni interessati dai depuratori, i portavoce del manifesto verso il contratto di lago, di fiume e di costa, Legambiente.

È importante che si agisca insieme, come una comunità, per andare contro ad un reale problema che sta mettendo in pericolo le nostre risorse più care, fondamentali per la vita.

Il fiume Marta chiede aiuto, è in pericolo e se riusciremo a farlo capire e ad insistere per un intervento immediato allora si potrà finalmente contare anche su tutti gli enti preposti, che avrebbero dovuto occuparsene molto prima.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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