"Salviamo Ferento", sabato manifestazione per dire no a cento nuovi ettari di fotovoltaico
Aerial view of Solar Panel in Tuscany, Italy
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VITERBO - L'iniziativa è stata organizzata dal consigliere Luisa Ciambella, per sabato 22 maggio, ore 16, proprio in località Ferento. 

VITERBO – Un sit-in per salvare la bellezza dell’area di Ferento da uno scempio all’insegna del fotovoltaico. L’iniziativa è stata organizzata dal consigliere Luisa Ciambella, per sabato 22 maggio, ore 16, proprio in località Ferento. 

Parte così la campagna #saveFerento. Un appuntamento il collaborazione con Italia Nostra Tuscia e che vedrà presenti oltre a Luisa Ciambella, in prima linea sulla questione, Adrian Moss (Italia Nostra Lazio), Marco Perniconi (sindaco di Bomarzo) e Mario Zamboni (WWF Bergamo).

“Abbiamo organizzato #saveFERENTO in previsione dell’ultima conferenza dei servizi ormai alle porte per scongiurare l’installazione di 100 ettari di fotovoltaico in questo posto magico. Lo scopo in generale è quello di sensibilizzare le persone e le istituzioni a conciliare le energie rinnovabili, che sono il futuro, con il rispetto del nostro paesaggio come da art. 9 della Costituzione. Manca la pianificazione, i comuni devono programmare e tutelare le aree di pregio dei loro territori ma la maggior parte non lo ha fatto e non lo sta facendo.

Serve una presa di coscienza civica se vogliamo tramandare la storia, la cultura e le bellezze naturali della Tuscia. Siete tutti invitati, portate anche i vostri bambini e rendiamo anche loro consapevoli delle meraviglie che abbiamo e del rispetto che dobbiamo alla nostra Terra. Dimostriamo con coraggio che amiamo la nostra terra”.

Una serie di progetti per realizzare distese di fotovoltaico stanno mangiando il suolo della Tuscia. 101 ettari di pannelli fotovoltaici stanno per coprire terreni agricoli in località Cipollaretta, nella campagne del capoluogo. Un progetto che per dimensioni è molto simile si vuole realizzare vicino all’antica città di Ferento, in località Pian di Giorgio, e per il quale si è in attesa della ultima e decisiva Conferenza dei servizi.

L’anno scorso sono stati autorizzati altri impianti in località Rinaldone (73ettari) e Petrignella (17,5 ettari). Martedì scorso invece è arrivato il via libera in Conferenza dei servizi a un impianto in località San Cataldo (8,53 ettari). Altri progetti sono in embrione nell’area di Mammagialla. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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