Salvato un allocco in difficoltà nella Valle del Treja
allocco
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Domenica 7 maggio i guardiaparco della Valle del Treja sono stati contattati da un privato a cui era stato affidato un giovane allocco in difficoltà; il rapace è stato subito portato ai colleghi di Caprarola, dove si trova il Centro recupero rapaci gestito dalla Riserva Naturale del Lago di Vico, che nell’ambito del sistema dei Parchi della Regione Lazio, costituisce una delle attività più rilevanti dal punto di vista faunistico.

Domenica 7 maggio i guardiaparco della Valle del Treja sono stati contattati da un privato a cui era stato affidato un giovane allocco in difficoltà; il rapace è stato subito portato ai colleghi di Caprarola, dove si trova il Centro recupero rapaci gestito dalla Riserva Naturale del Lago di Vico, che nell’ambito del sistema dei Parchi della Regione Lazio, costituisce una delle attività più rilevanti dal punto di vista faunistico.

Tra i compiti che i guardiaparco svolgono durante tutto l’anno c’è infatti anche quello della tutela e della salvaguardia della fauna selvatica attraverso numerose attività, tra cui il recupero di animali feriti.

Costruito nel 1984, il Centro è la prima struttura regionale creata per la cura e il recupero alla vita selvatica di uccelli rapaci, sia diurni sia notturni e costituisce un polo di riferimento per quanti, Enti pubblici (Comuni, Carabinieri Forestali, Associazioni ambientaliste, Aree protette ) e privati cittadini, trovino animali feriti o in difficoltà. Ogni anno una media di 250 esemplari arrivano al centro di Vico. Tutti vengono curati, e di questi circa il 60% può tornare in natura.

La collaborazione tra aree protette ha portato il Parco del Treja ad usufruire diverse volte delle strutture del centro rapaci di Vico; è capitato infatti, che i guardiaparco si siano imbattuti in animali smarriti o feriti e che essi siano stati affidati alle cure dei colleghi di Vico, ai quali è dovuto un ringraziamento per l’entusiasmo e l’efficacia del loro lavoro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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