"Salvare la faggeta del Lago di Vico"
1899775_10152202023185590_925023917_o
800x120 (1)
Proteggere la Faggeta del Lago di Vico. Legambiente, Accademia Kronos, Lipu, associazione italiana cultura e sport, Amici della faggeta contro il taglio di 800 piante previsto dal piano di gestione di assestamento forestale. Ieri un girotondo, un abbraccio alle piante per tutelarle dal taglio

Proteggere la Faggeta del Lago di Vico. Legambiente, Accademia Kronos, Lipu, associazione italiana cultura e sport, Amici della faggeta contro il taglio di 800 piante previsto dal piano di gestione di assestamento forestale. Ieri un girotondo, un abbraccio alle piante per tutelarle dal taglio. Per gli ambientalisti però si potevano fare scelte diverse, tagliando meno di 50 piante. Tra i pericoli individuati anche il dissesto idrogeologico.

“Consideriamo – scrivono – di straordinaria gravità la sproporzione tra la quantità di piante tagliate (836) per motivi di urgenza e sicurezza e il numero delle piante a rischio di caduta: l’intervento di taglio lungo la strada provinciale Valle di Vico di fatto si configura come un taglio raso su nove ettari, con il grave rischio di frane e smottamenti”.Gli attivisti nel chiedere ancora una volta al comune di Caprarola di fermare il piano tra l’altro ricordano poi che la faggeta del lago di Vico potrebbe aspirare ad essere inserita fra i siti del Patrimonio Mondiale Unesco e nell’elenco delle Faggete Vetuste d’Europa per le sue caratteristiche bioecologiche e strutturali.

“Consideriamo di enorme importanza, per tutti noi e per le generazioni future – scrivono – la conservazione delle faggete di Monte Fogliano e Monte Venere, importanza sottolineata dalle normative nazionali e comunitarie (Sic e Zps Natura 2000, Habitat Prioritario, Riserva Naturale lago di Vico) che proteggono queste aree, per l’aspetto storico, ambientale, paesaggistico e culturale (via Francigena)”.

Foto dal profilo Facebook de La Faggeta del Lago di Vico

aiac_banner_02
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Onda
monastero interno
aiac_banner_01
asvis 2
POST FB 02
domenicale post
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600