Salva la Ovito, sospiro di sollievo per 20 aziende viterbesi che forniscono il colosso
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“Il marchio Ovito – ricorda Pacifici, che ha partecipato personalmente ai ripetuti tavoli della vertenza – è legato indissolubilmente a Viterbo, dove risiedono 20 dei 35 produttori che conferiscono uova di qualità al gruppo ternano".

Sospiro di sollievo per la positiva conclusione della vertenza Novelli e la salvaguardia della continuità produttiva. Il presidente Mauro Pacifici: “Un risultato al quale Coldiretti ha contribuito direttamente per tutelare le 20 aziende della Tuscia che conferiscono al Marchio Ovito”.

“Oggi guardiamo al futuro con serenità. La continuità produttiva è assicurata. L’ultimo tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico ha dissipato le residue preoccupazioni, il 2017 si apre all’insegna di una incoraggiante prospettiva di conservazione del patrimonio economico e occupazionale anche della nostra provincia”. Così Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, commenta il via libera definitivo al piano di ristrutturazione del gruppo industriale Novelli di Terni, affermata realtà del settore agroalimentare che detiene, tra gli altri, anche il marchio Ovito.

Il buon esito della procedura attivata per il passaggio di proprietà, che scongiura ogni infausta ipotesi di interruzione delle forniture, rappresenta la base dalla quale ripartire per tornare rapidamente alla normalità anche dei pagamenti.

“Il marchio Ovito – ricorda Pacifici, che ha partecipato personalmente ai ripetuti tavoli della vertenza – è legato indissolubilmente a Viterbo, dove risiedono 20 dei 35 produttori che conferiscono uova di qualità al gruppo ternano. Parliamo di un indotto con volumi economici di rispetto. Ogni anno le aziende viterbesi consegnano un quantitativo di uova variabile tra 150 e 200 milioni di pezzi, assicurando reddito e stabilità alle aziende, certezza occupazionale a decine di famiglie della Tuscia. Abbiamo raggiunto un traguardo straordinario, merito anche delle aziende viterbesi che, nonostante il ritardo nei pagamenti, non hanno mai smesso di garantire la regolarità delle forniture, consentendo al marchio Ovito – conclude Pacifici – di restare sul mercato e conservare la fiducia dei consumatori anche in questo periodo di grave crisi e incertezza”.

Il gruppo di Terni dà lavoro a 700 dipendenti tra gli uffici e gli stabilimenti dislocati tra Umbria e Lazio, ai quali si aggiungono gli oltre 200 dell’indotto

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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