

ROMA – La sanità del Lazio si avvia verso una trasformazione destinata a incidere in profondità sull’assetto amministrativo del sistema regionale. Con la pubblicazione del portale istituzionale e l’approvazione dell’atto di autonomia, la ASL Lazio 0, la cosiddetta “Super Asl”, esce definitivamente dalla fase progettuale in cui era rimasta dal 2021 per assumere un ruolo operativo centrale.
Non si tratta di una struttura destinata all’assistenza diretta ai cittadini, ma di un organismo di coordinamento e supporto amministrativo: una sorta di “cabina di regia” pensata per armonizzare il funzionamento delle diverse aziende sanitarie regionali e rendere più omogenei processi e procedure. Il progetto, nato in origine sotto la precedente impostazione amministrativa e portato avanti dall’attuale giunta guidata da Francesco Rocca, punta a due obiettivi dichiarati: semplificazione dei processi e riduzione degli sprechi.
Un centro di coordinamento per l’intero sistema
La nuova struttura sarà concepita come un centro servizi trasversale a tutte le aziende sanitarie del Lazio. Il suo compito principale sarà quello di garantire uniformità gestionale e maggiore capacità di controllo su attività oggi distribuite tra più enti.
L’impianto della “Super Asl” si reggerà su quattro aree operative principali. La prima riguarda la gestione del personale sanitario, con funzioni di supporto alla programmazione dei fabbisogni, alle procedure di reclutamento e ai percorsi formativi. La seconda è la contabilità unificata, pensata per armonizzare i sistemi amministrativo-contabili delle singole aziende e costruire una base dati centralizzata, con l’obiettivo di rendere più trasparente e leggibile la gestione economica complessiva. Il terzo pilastro è il controllo della qualità, attraverso attività di monitoraggio esterno su ricoveri ospedalieri e prestazioni territoriali, finalizzate a verificare la correttezza dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Infine, la struttura avrà anche una funzione di analisi delle criticità, con il compito di individuare tempestivamente anomalie nei processi sanitari e segnalarle alla Direzione regionale Salute.
















