Saline di Tarquinia, la Regione Lazio conferma l'urgenza delle opere radenti
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TARQUINIA- Sulla questione delle Saline di Tarquinia la Regione Lazio conferma l’avvio dell’intervento proposto in somma urgenza e consistente nella realizzazione di una scogliera

TARQUINIA-Sulla questione delle Saline di Tarquinia la Regione Lazio conferma l’avvio dell’intervento antropico ed invasivo proposto in somma urgenza e consistente nella realizzazione di una scogliera radente a ridosso del sottile cordone sabbioso che separa il mare dalle vasche delle Saline, nonostante i comprovati rischi di danno ambientale e la preoccupazione degli imprenditori balneari del territorio.

E’ quanto denuncia l’ufficio di Presidenza di Federbalneari Litorale Nord al termine di un confronto con i tecnici della Regione Lazio convocato per discutere dell’intervento al quale l’ufficio tecnico di Federbanleari ha presentato un proposta alternativa dallo spirito fortemente “green” a tutela dell’intero tratto Saline \ Foce del Marta che non comporterebbe alcun ulteriore aggravio di costo oltre alle somme stanziate e i cui benefici potrebbero essere estesi anche all’intera costa per circa 6 km e non solo su un tratto.

Durante la riunione, che si è svolta questa mattina, non solo l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, Mauro Alessandri non si è presentato ma i tecnici regionali, nonostante l’assenza dei necessari studi sull’impatto ambientale dell’opera, hanno confermato la volontà di procedere secondo quanto stabilito, ossia nell’esecuzione di una scogliera radente al tratto di spiaggia eroso per ricostruire artificialmente la duna e proteggere le retrostanti strutture.

Federbalneari Litorale Nord ribadisce che quello proposto dalla Regione Lazio nelle Saline di Tarquinia è un intervento antropico ed invasivo che creerà un danno ad un’area ad altissima valenza ambientate nonché a tutt’oggi baricentro del turismo ecologico dell’Italia centrale. L’ecosistema di tutela delle saline e il tratto di spiaggia adiacente vedrebbero, infatti, un incremento ed accelerazione dei fenomeni erosivi già presenti con danni incalcolabili per la stagione turistica ormai alle porte. La preoccupazione riguarda, soprattutto, il cambio repentino delle correnti che si genererebbe, mediante la costruzione invasiva di questa opera radente, da pietre gettate in modo grezzo a difesa del tratto delle saline e senza alcuna logica per il trasporto di sedimento. “Considerata la mancanza di ascolto da parte della Regione, abbiamo già convocato una riunione con tutti gli imprenditori turistici locali e le associazioni ambientaliste locali per avviare il percorso legale per la denuncia dei danni ambientali” concludono dall’ufficio di Presidenza di Federbalneari Litorale Nord.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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