
Sala “del Conclave”, le recenti dichiarazioni di Giovanni Faperdue – che ha parlato di una vera stanza dove si sarebbero riuniti i cardinali, diversa da quella che oggi tutti conoscono – hanno creato un certo scompiglio in città. La sua tesi è stata criticata, nel dietro le quinte, da studiosi, esperti e in diversi ambienti.
Siamo andati a intervistarlo per conoscere ulteriori dettagli.
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Ci sono ulteriori sviluppi su questa storia della presunta vera sala “del Conclave”?
“No, elementi nuovi non ce ne sono. E’ confortante però sapere che il nostro palazzo papale contiene ancora tanto da scoprire.
La stanza di cui ci ha mostrato le foto non è quindi un qualcosa di unico?
“Secondo me no, c’è altro. Monsignor Del Ciuco, buonanima, quando facevo le lunghe chiacchierate, mi raccontava che ci sono tante tramezzature a palazzo papale, comparse nei secoli. Ci sono sale diventate più piccole e mi diceva che questa storia, la storia delle scoperte, potrebbe essere una lunga e non si esaurirebbe nella scoperta di una stanza nuova. C’è stato un divenire continuo nel tempo che ha modificato diversi aspetti del palazzo stesso.
Quindi si potrebbero trovare ulteriori affreschi?
“Certamente sì, solo il problema più grosso che abbiamo è che queste ricerche devono essere fatte con tutto il rispetto, perché quella è la casa del vescovo. Quindi devono essere fatte con molta cura, chiedendo i permessi. Devo dire comunque che i viterbesi sono molto interessati a queste cose, tutta la gente che mi incontra si complimenta per aver dato attenzione a questa stanza.
Cosa l’ha spinta a ipotizzare che il sopra della sala Gualtiero sia il vero luogo conclave?
Tutti i libri che parlano di conclavi, specialmente di conclavi medioevali parlano sempre di luoghi appartati. Luoghi lontani dal popolo, per poter consentire ai cardinali di concentrarsi e ricevere in tranquillità l’aiuto dello spirito santo. Ora quella sala lì si presta benissimo a questo aspetto e ha queste caratteristiche di luogo isolato. Perché quando si tenevano i conclavi, specie quelli turbolenti che sono avvenuti a Viterbo, in piazza c’era la riunione vociante del popolo. Quindi non aiutava stare in una stanza dove queste grida potevano arrivare. E’ ipotizzabile che i cardinali cercassero luoghi lontani dal trambusto, quello da me indicato potrebbe essere perfetto.
C’è stato chi ha criticato le tue dichiarazioni, dicendo che in quella che oggi tutti conoscono come sala “del Conclave” ci sono anche i segni delle tende che servirono ai cardinali per proteggersi dalle intemperie una volta scoperchiato il tetto.
“Questo è tutto da dimostrare, è da chiarire se quei buchi sono realmente buchi delle tende o figli di qualche lavoro fatto male e abbandonati così. E’ vero che c’è una bolla firmata da 19 cardinali che parlano di uno scoperchiamento del tetto. Non sappiamo ancora quale è questo tetto e non sappiamo se realmente quel tetto non sia quello della stanza che ultimamente ho fotografato, avendo avuto il permesso del vescovo.
Tornerà a cercare dell’altro a palazzo papale?
“Mi auguro di poterci tornare, magari quando inizieranno i lavori per mettere a posto questa stanza che in questi giorni sta facendo tanto parlare di sè”.


















