
TARQUINIA – Venti cadaveri rinvenuti nell’area sacra dell’antica Civita e tutto fa pensare che siano stati sacrificati. I sacrifici umani faceva parte della cultura degli antichi abitanti di Tarquinia? Probabilmente sì. Su questo “giallo” della storia stanno indagando studenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, che dal 1982 fanno rivivere l’antica città etrusca con le campagne di scavo e ricerca condotte in concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Ambientali, sotto l’egida della Soprintendenza competente.
Alla missione interdisciplinare del Centro di ricerca coordinata «Progetto Tarquinia» della Statale, diretto dalla docente di Etruscologia Giovanna Bagnasco Gianni, collaborano colleghi del Politecnico di Milano e delle Università di Oxford e Cambridge.
Accanto agli studenti dell’Ateneo milanese sono al lavoro per il quinto anno consecutivo studenti dell’Università di Oxford, guidati dalla professoressa Charlotte Potts, che partecipano alla Field School organizzata con l’Università degli Studi di Milano e la British School at Rome.
Nella giornata di oggi un ricercatore è stato calato all’interno di un pozzo nel terreno per una decina di metri. Per effettuare l’operazione sono stati coinvolti i vigili del fuoco locali.


















