Sacrario infernale per gli autisti degli autobus
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Il sabato mattina il Sacrario diventa un inferno per gli autisti del trasporto pubblico locale. Le auto non rispettano alcuna regola e restringono il percorso dei mezzi, mettendo gli autisti a rischio incidenti.

Sabati di ordinaria follia al Sacrario per gli autisti Francigena. Le mattine del fine settimana rappresentano un vero e proprio attraversamento dell’inferno per chi si trova alla guida dell’autobus in direzione terminal.

Il nemico è il traffico selvaggio, che rende le manovre difficili ed espone i lavoratori al rischio di incidenti e strusciate varie contro i mezzi in sosta. E la beffa è che l’autista che si imbatte in questo tipo di incidenti è chiamato a pagare una multa di tasca propria. Così infatti stabilisce l’articolo 141/2C del codice della strada, in vigore dal 2011.

E si tratta di un’ipotesi non tanto remota visto che già si è concretizzata e i malcapitati ci hanno rimesso 41 euro, quasi tutto l’importo della giornata lavorativa.
Così gli autisti lanciano un appello a Palazzo dei Priori per porre fine a questa situazione.

Ci siamo recati sul posto per verificare con i nostri occhi e in una buona mezz’ora ne abbiamo viste di tutti i colori. Auto parcheggiate ovunque, persino lungo gli spazi, contrassegnati dalle strisce gialle, di fermata degli autobus.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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